Prefazione dell’autore all’edizione italiana
Ringrazio di tutto cuore l’editore Carucci e il Dipartimento Assistenza Culturale per la sua iniziativa di pubblicare in italiano parte dal mio libro Ebraismo, popolo ebraico e Stato d’Israele, apparso in ebraico nel 1975. È per me estremamente lusinghiero che i promotori dell’iniziativa siano dell’avviso che i miei scritti offrono un contributo valido anche per il lettore ebreo di lingua non-ebraica, per il quale i tre aspetti del tema in discussione comportano un interesse immediato; e può darsi che un certo interesse questi scritti comportino anche per lettori non-ebrei.
La presente versione consiste in una scelta antologica delle conferenze, delle lettere e degli articoli raccolti nell’edizione ebraica. La loro lettura o stesura si colloca in un lasso di tempo durato circa trent’anni, dalla metà degli anni ’40 alla metà degli anni ’70; in altre parole: nell’età seguita all’immane sfacelo della Casa d’Israele, che è anche l’età della lotta per l’edificazione della sua nuova Casa, della fondazione e dei primi venticinque anni di vita dello Stato, dalla Guerra d’Indipendenza al periodo successivo alla Guerra di Kippùr. Stando a una diffusa terminologia, questi articoli sono classificabili come teologici, teologico-politici e politici. La posizione di principio dell’autore riguardo al modo di concepire l’Ebraismo è stata espressa nel primo articolo, pubblicato la prima volta ventisette anni fa e a cui sono poi state apportate due volte correzioni e aggiunte. L’Ebraismo è tema centrale anche degli altri articoli del libro, e il popolo d’Israele – di oggi e di ieri – è presentato come forma tangibile che esso ha concretamente assunto; processo di cui l’autore medita i successi e i fallimenti. Lo Stato d’Israele – lo Stato Ebraico – è giudicato sotto l’aspetto della sua rilevanza per il popolo ebraico; o in altre parole: come mezzo e strumento, non come valore e fine. La discussione sulla teoria e sulla prassi religiose è significativa allo stesso modo per il lettore ebreo israeliano e per il lettore ebreo diasporico; la rinascita dell’indipendenza nazionale e l’esistenza nell’ambito di questa indipendenza non apportano la benché minima modifica alla sostanza e al senso dell’Ebraismo. Gli articoli che si riferiscono alla situazione politica sono stati scritti, ovviamente, nella prospettiva dell’ebreo israeliano, ma risulteranno nondimeno chiari anche al non-israeliano, cui forse offriranno anche un contributo per la comprensione dello Stato d’Israele.
La scelta dalla versione originale ebraica è stata curata dai promotori della traduzione con la mia approvazione. Essa comprende articoli che trattano dei principi dell’Ebraismo e della loro applicazione nella realtà storica e contemporanea. Fra i vari articoli relativi ai problemi dello Stato ne sono stati scelti alcuni validi a parere dell’autore e dei curatori, anche a distanza di un certo numero d’anni, e che risultano significativi anche alla luce di quanto è accaduto nel frattempo. Sono stati omessi articoli legati a eventi e situazioni non più di attualità. Parimenti sono stati omessi articoli che trattano del confronto Ebraismo-Cristianesimo.
Debbo infine ringraziare di tutto cuore l’amico Ariel Rathaus che ha lavorato con zelo alla traduzione; grazie alle sue doti di comprensione del contenuto e della veste linguistica, e grazie alla sua fatica, è nato questo libro, che non sarebbe potuto nascere in altra maniera.
Yesha’yàhu Leibowitz
Gerusalemme, luglio 1980
