La parashà che leggeremo, con l’aiuto di Dio, questo Shabbat è la parashà di Noach, che ci fa attraversare d’un balzo circa milleseicento anni, da Adam ha-Rishon, il primo uomo, fino alla generazione del Diluvio.
La Mishnà, nel trattato Avot, afferma:
עֲשָׂרָה דוֹרוֹת מֵאָדָם וְעַד נֹחַ וכו׳
Dieci generazioni trascorsero da Adamo fino a Noè…
Per chi non ricorda tutti i nomi, li troviamo nel libro delle Cronache, in tre versetti consecutivi:
אָדָם שֵׁת אֱנוֹשׁ: קֵינָן מַהֲלַלְאֵל יָרֶד: חֲנוֹךְ מְתוּשֶׁלַח לָמֶךְ: נֹחַ שֵׁם חָם וָיָפֶת.
Adamo, Set, Enos; Kenan, Mahalalel, Iared; Enoch, Metushelach, Lamech; Noè, Sem, Cam e Iafet. (I Cronache 1,1-4)
Sono le dieci generazioni che abbiamo ricordato la settimana scorsa, nella parashà di Bereshit. Questo Shabbat parleremo di Noè, a proposito del quale la Mishnà di Avot precisa:
עֲשָׂרָה דוֹרוֹת מֵאָדָם וְעַד נֹחַ, לְהוֹדִיעַ כַּמָּה אֶרֶךְ אַפַּיִם לְפָנָיו, שֶׁכָּל הַדּוֹרוֹת הָיוּ מַכְעִיסִין וּבָאִין עַד שֶׁהֵבִיא עֲלֵיהֶם אֶת מֵי הַמַּבּוּל.
Dieci generazioni trascorsero da Adamo fino a Noè, per mostrare quanto sia grande la pazienza di Dio: tutte quelle generazioni continuarono a provocarlo, finché Egli fece scendere su di loro le acque del Diluvio. (Mishnà, Avot 5,2)
