כִּ֣י עַ֤ם קָדוֹשׁ֙ אַתָּ֔ה לַה’ אֱ-לֹהֶ֑יךָ בְּךָ֞ בָּחַ֣ר ׀ ה’ אֱ-לֹהֶ֗יךָ לִהְי֥וֹת לוֹ֙ לְעַ֣ם סְגֻלָּ֔ה מִכֹּל֙ הָֽעַמִּ֔ים אֲשֶׁ֖ר עַל־פְּנֵ֥י הָאֲדָמָֽה.׃ לֹ֣א מֵֽרֻבְּכֶ֞ם מִכׇּל־הָֽעַמִּ֗ים חָשַׁ֧ק ה’ בָּכֶ֖ם וַיִּבְחַ֣ר בָּכֶ֑ם כִּֽי־אַתֶּ֥ם הַמְעַ֖ט מִכׇּל־הָעַמִּֽים׃. כִּי֩ מֵאַהֲבַ֨ת ה’ אֶתְכֶ֗ם וּמִשׇּׁמְר֤וֹ אֶת־הַשְּׁבֻעָה֙ אֲשֶׁ֤ר נִשְׁבַּע֙ לַאֲבֹ֣תֵיכֶ֔ם הוֹצִ֧יא ה’ אֶתְכֶ֖ם בְּיָ֣ד חֲזָקָ֑ה וַֽיִּפְדְּךָ֙ מִבֵּ֣ית עֲבָדִ֔ים מִיַּ֖ד פַּרְעֹ֥ה מֶֽלֶךְ־מִצְרָֽיִם
Devarim 7, 6-8: Poiché tu sei un popolo consacrato a H. tuo D. H. tuo D. ha scelto te perché fossi per Lui un popolo di possesso particolare rispetto a tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. Non per il vostro numero eccezionale rispetto a tutti i popoli H. vi ha desiderato e vi ha scelto, perché in realtà voi siete il più piccolo di tutti i popoli, ma solo per l’amore di H. nei vostri confronti e per mantenere il giuramento che ha fatto ai vostri padri H. vi ha tratto con mano forte e Ti ha riscattato dalla casa degli schiavi, dalla mano del Faraone re d’Egitto.
Il tema dell’elezione di Israel è uno dei più spinosi fra quelli che hanno costantemente accompagnato il nostro cammino lungo la Storia. In anni recenti non un Rabbino, bensì un diplomatico israeliano, il Dr. Avi Beker, ha dedicato un importante saggio a questo conflitto di culture, dal titolo interrogativo: “Chi è il popolo eletto?” (“Mihu ha-’am ha-nivchar”, Yedi’ot Acharonot, Tel Aviv, 2013). Egli esplora con dovizia di fonti il percorso compiuto da un’impostazione mentale che così fortemente ha inciso sullo sviluppo dell’umanità partendo dall’ebraismo e passando poi per le altre religioni monoteistiche. Il cristianesimo e l’Islam hanno assunto in proposito un atteggiamento duplice: dopo averci accusato di un complesso di superiorità e perseguitato per questo hanno infatti cercato di farlo proprio al nostro posto. Il saggio non è riassumibile in poche parole e pertanto non posso che rinviare il lettore al suo testo. Basti qui dire che Beker esordisce citando i nostri versetti e all’inizio della prefazione annota: “anche quando l’hanno voluto, gli Ebrei non sono mai riusciti a sfuggire alla loro sorte in quanto popolo eletto”. Questa definizione non è più stata politically correct a partire dai decenni successivi alla Shoah. Mentre la Chiesa si è impegnata a “rivedere” l’accusa di deicidio che ci aveva rivolto per secoli, svariati settori del nostro popolo hanno risposto cercando di rimuovere quest’altra fonte di stigma, peraltro con esiti illusori.
