"Mangerai e ti sazierai, e benedirai l'Eterno tuo Dio, a motivo del buon paese che ti avrà dato"(Deuteronomio 8:10). Questa settimana, la Torah presenta il precetto della Birkat Hamazon, l'obbligo di recitare una serie di benedizioni speciali dopo aver mangiato in un pasto una certa quantità di pane. Il Talmud (Berachot 48b), ci insegna l'origine delle quattro benedizioni che compongono il testo della benedizione del pasto, la Birkat Hamazon. La prima benedizione fu istituita da Mosè dopo che la manna iniziò a cadere nel deserto. La seconda, che si concentra sul dono della Terra d'Israele, fu composta da Giosuè dopo aver condotto il popolo nella terra. La terza benedizione, che tratta della ricostruzione di Gerusalemme e del Bet Hamiqdash, il Santuario, fu scritta dal re Davide e da suo figlio, re Salomone.
Il Talmud sancisce che la recitazione di queste tre benedizioni è un precetto della Torah (Mideorayta). Esiste, tuttavia, una quarta benedizione, chiamata "Hatov wehametiv/Colui che è buono e fa del bene", che fu introdotta in seguito dai maestri. Al riguardo, il Talmud spiega che questa benedizione fu composta in seguito alla decisione del governo romano di consentire agli ebrei di seppellire le spoglie degli abitanti di Betar. La città di Betar era stata una grande e vivace metropoli abitata da decine di migliaia di abitanti di ebrei, forse anche centinaia di migliaia, che godevano di ricchezza e prosperità. Quando i romani sedarono la rivolta degli ebrei guidata da Bar-Kochba, la città di Betar fu l'ultima roccaforte dei ribelli. I romani alla fine conquistarono la città e massacrarono tutti i suoi abitanti. Per un certo numero di anni, da allora, le autorità romane rifiutarono di consentire la sepoltura dei corpi. Quando alla fine concessero agli ebrei sopravvissuti il permesso di seppellire i morti di Betar, coloro che vennero a eseguire le sepolture rimasero stupiti nel vedere che i corpi non si erano decomposti ed erano ancora intatti. Per commemorare sia l'opportunità che era stata data di seppellire questi resti, sia il miracolo della loro conservazione, i mestri istituirono l'inserimento della benedizione di "Hatov wehametiv/Colui che è buono e fa del bene" nella Birkat Hamazon.
