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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Rav Adolfo Locci

Rosh Hashanà. L’universo in tre suoni

Beato il popolo che conosce la Teruah, o Eterno, nella luce del Tuo volto procederanno” (Salmi 89:16). In quanto giorno del Giudizio, il precetto del suono dello Shofar di Rosh Hashanà ha un duplice scopo: invitarci al pentimento e, nel Tribunale Celeste, confondere il nostro accusatore durante la sua requisitoria.

Ma qual è il collegamento del suono dello Shofar con il motivo della Creazione dell’universo e, in particolare, quella dell’essere umano?

Per rispondere alla domanda analizziamo l'ordine dei suoni dello Shofar.

Due sono i suoni nominati dalla Torah scritta, Teqiyah e Teruah, ma, nella tradizione orale, i maestri sono abbastanza concordi solo su come debba essere il suono della Teqiyah. Riguardo la Teruah, sono in contrasto tanto che per risolvere la diatriba, viene stabilito di aggiungere un terzo suono, lo Shevarim che, alternato alla Teruah, permette di uscire dal dubbio se il suono giusto sia l’uno o l’altro.

I suoni dello Shofar sono così ordinati in serie di Teqiyah, Shevarim-Teruah, Teqiyah: la Teqiyah, un suono lungo e costante, lo Shevarim, un suono spezzettato in tre parti, la Teruah, un suono ancor più frammentato (minimo nove) e a chiudere la serie, una seconda Teqiyah.

Cosa simboleggiano i diversi suoni e perché hanno questo particolare ordine?

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