Rav Moshe Kurt ben Daniel Arndt z.l. (31.03.19 – 24 adar II 5779)
1. E’ lecito “discutere” le decisioni del S.B.?
Shemot Rabbà 6,1:
“E parlò Eloqim a Moshe e gli disse: Io sono H.” (Si confronti con) quanto è scritto (in quest’altro versetto): “E io mi sono volto a vedere la saggezza, la stoltezza e la stupidità: perché cosa (può fare) l’uomo che giunga dopo il Re rispetto a ciò che già hanno fatto?” (Qo. 2,12). Questo versetto si riferisce a Shelomoh e a Moshe.
A Shelomoh in che modo? Quando D. ha dato la Torah a Israele vi ha posto obblighi e divieti, dedicando alcune Mitzwot al re, come è detto: “Non moltiplichi per sé i cavalli… né le mogli, affinché il suo cuore non si allontani” (Devarim 17,16). Il re Shelomoh si levò e pretese di essere più saggio rispetto alla prescrizione del S.B. Disse: Perché il S.B. mi proibisce di avere molte mogli? Per evitare che il mio cuore si allontani! (Gli dimostro che) posso avere molte mogli senza allontanarmi (per questo)!
I Chakhamim commentano: in quell’istante la yod all’inizio della parola yarbeh (= moltiplichi) salì e si prostrò dinanzi al S.B. dicendo: Padrone del mondo, non avevi forse promesso che nessuna lettera della Torah si sarebbe mai annullata? Ecco invece che Shelomoh vuole annullarmi! Oggi ne annulla una, domani un’altra finché tutta quanta la Torah sarà annullata! Il S.B. le disse: Shelomoh e altri mille come lui saranno annullati piuttosto che sia annullata anche una sola virgola di te. (La yod che nella Torah fu tolta a Saray, fu aggiunta a Hoshea’ che divenne Yehoshua’). Cosa è scritto? “Quando Shelomoh fu vecchio le sue mogli allontanarono il suo cuore” (1Melakhim 11,4)!
Perciò Shelomoh ammise (quando da vecchio scrisse Qohelet): Allorché pretesi di essere più saggio della Torah e di saperne di più della Torah stessa (Da’at Torah), quella “saggezza” si rivelò in realtà “stoltezza e stupidità”, perché nessuno è autorizzato a dubitare degli attributi e dei decreti del Re dei re dei re, il Santo che Benedetto sia. Sono cose scolpite dinanzi a Lui, sulle quali si consulta sempre con la “Famiglia superna” in via preliminare anticipando loro la decisione, affinché tutti siano testimoni consapevoli (ya’idu we-yede’ù kullam) che tutte le Sue decisioni sono verità e tutti i suoi decreti sono saggi, come dice il versetto: “Ogni detto di H. è puro (tzerufah), mentre io, avendo dubitato delle Sue azioni, sono inciampato.
Quanto a Moshe, come gli si riferisce (il versetto di Qohelet)? Già il S.B. gli aveva reso noto che il Faraone non li avrebbe lasciati andare (gli Ebrei), come è scritto: “(H. disse a Moshe): Ma Io so che il Re d’Egitto non vi lascerà partire neppure con braccio forte” (Shemot 3,19). Eppure Moshe non tenne memoria della cosa e giunse a pretendere di essere più intelligente del S.B.”. Cominciò a dire: “H., perché hai fatto del male a questo popolo?” Anche la “saggezza” di Moshe in quel momento era in realtà “stoltezza e stupidità”: perché avrebbe dubitato degli attributi del S.B. dopo che questi gli aveva già rivelato che aveva intenzione di indurire il cuore del Faraone per punirlo ancora più duramente a causa del duro servaggio che aveva inflitto agli Ebrei?”. Per questo l’Attributo Divino del Rigore cercò di colpire Moshe, come è detto: “E parlò Eloqim a Moshe”, ma dopo che il S.B. si rese conto che Moshe aveva parlato così a causa delle sofferenze di Israele, cambiò idea e si comportò con lui secondo l’Attributo della Misericordia, come è scritto: “e gli disse: Io sono H.”
2. Non domandiamoci: dov’era D.?. Domandiamoci: dov’era l’uomo?
Tanchumà, P. Bereshit, 9:
Dopo che (Qayin) ebbe ucciso (Hevel) disse: Devo scappare da mio padre e mia madre, perché sono l’unico al quale possono chieder conto di lui non essendoci nessun altro al mondo. Immediatamente il S.B. gli si rivelò dicendogli: Dai tuoi genitori puoi scappare, da Me non puoi scappare, come è detto: “Se anche un uomo si nascondesse nei nascondigli, forse che Io non lo vedrei?” (Yirmeyahu 23,24). (Il S.B.) gli disse: “Dov’è Hevel tuo fratello?”… Quando D. gli domandò: “Dov’è Hevel tuo fratello?” (Qayin) gli rispose: “Non lo so, forse che sono il custode di mio fratello, io (anòkhi)?” Tu sei il custode di tutte le creature e ne chiedi conto a me? A cosa si può paragonare la situazione? A un ladro che dopo aver messo a segno un furto di notte non è stato preso. Il mattino dopo lo sorprende il portinaio e gli dice: Perché hai rubato quegli oggetti? (Il ladro) gli risponde: Io sono un ladro e non ho abbandonato il mio mestiere. Mentre il tuo mestiere è stare di guardia sulla porta: perché hai lasciato il tuo mestiere e ora mi parli così? Anche Qayin fece lo stesso ragionamento: forse che l’ho ucciso io? (No), sei Tu che hai creato in me l’istinto del male, sei tu il custode di tutto e hai lasciato che lo uccidessi! (Di fatto) sei proprio Tu che l’hai ucciso, Tu che ti chiami Anokhi (come nei Dieci Comandamenti in cui hai proibito l’omicidio): se avessi accettato il mio sacrificio come il suo, non sarei stato geloso di lui. (Il S.B.) gli rispose prontamente: “Che cosa (grave) hai fatto (nell’aver permesso che l’istinto del male avesse il sopravvento su di te)! La voce del sangue di tuo fratello grida a me (elay)”. Potrebbe però ancora essere inteso come “grida contro di me” (‘alay), nel senso che se di due litiganti uno uccide l’altro ed era presente un terzo uomo che avrebbe potuto separarli e non lo ha fatto, con chi tutti se la prendono? Non forse con il terzo? Perciò è scritto “grida a me” (elay) nel senso di “grida contro di me” (‘alay).
Qayin ribatté: Padrone del mondo, non avevo mai visto un ucciso in vita mia, come avrei potuto sapere che sarebbe morto dopo averlo colpito con una pietra? D. rispose (anche a questo) prontamente: “Maledetto sii tu dalla terra…, quando lavorerai la terra non ti darà più il suo prodotto”. Qayin replicò: Forse che hai spie in cielo che parlano male dell’uomo al tuo cospetto? Mio padre e mia madre sono gli unici esseri umani sulla terra e sono ignari del delitto. E Tu dal cielo come hai fatto a saperlo? (Il S.B.) gli rispose: Sciocco! Io sorreggo tutto quanto il mondo! (Qayin) gli disse allora: Tu sopporti tutto il mondo e non sopporti la mia trasgressione? “Troppo grande è il mio peccato perché io riesca a sopportarlo!” (Il S.B.) rispose: Dal momento che hai confessato e hai fatto Teshuvah vattene in esilio da questo luogo, come è detto: “E Qayin uscì dal cospetto di H. e si stabilì nella Terra del Vagabondaggio (Nod)”. Dovunque andasse, la terra tremava sotto di lui e le belve tremando anch’esse si domandavano l’una all’altra chi fosse. Si rispondevano a vicenda: Qayin ha ucciso Hevel suo fratello e il S.B. lo ha condannato ad andare ramingo. (Le belve) si dicevano allora: Divoriamocelo! E facevano per saltargli addosso. In quel momento i suoi occhi stillarono lacrime e disse: “Dove andrò (per sfuggire) dal Tuo spirito e dove mi volgerò (per scappare) dal Tuo volto, se anche salissi in Cielo Tu sei lì, e persino qualora scendessi nello Sheol eccoTi. Qualora mettessi le ali come l’alba e andassi oltremare, anche lì la Tua mano mi sorprenderebbe e la Tua destra mi afferrerebbe!” (Tehilim 139, 7-10).
3. Perché è potuto accadere?
Wayqrà Rabbà 12,2:
Disse R. Ishma’el bar Nachman: Il S.B. aveva detto a Moshe: Moshe, Io intendo dare appuntamento a Israele ed essere santificato per loro tramite in questa Casa (il Mishkan), come è scritto: “Lì darò appuntamento ai Figli d’Israele e sarà santificato mediante la Mia Gloria” (Shemot 29,43). Questa Parola era stata detta a Moshe sul Sinai ed egli non si rese conto del suo senso finché il fatto gli passò per le mani. Quando ciò avvenne? “Nell’ottavo giorno”, come è scritto: “E tutto il popolo vide e strepitò, cadendo sul proprio volto” (Wayqrà 9,24). Moshe disse al S.B.: Padrone del mondo, chi è più caro (a Te) di me e mio fratello Aharon? Sarà per tramite nostro che questa Casa si santificherà! Dal momento che i due figli di Aharon entrarono a offrire (l’incenso) e ne uscirono bruciati, Moshe disse ad Aharon: Fratello mio Aharon, i tuoi figli sono morti solo per la Santificazione del Nome Divino. “E’ ciò di cui aveva parlato H. dicendo: sarò santificato tramite le persone a me più vicine” (10,3). Si riferisce al versetto: “Lì darò appuntamento ai Figli d’Israele e sarà santificato mediante la Mia Gloria” (Shemot 29,43), la Parola che era stata detta a Moshe sul Sinai e del cui senso non si era reso conto finché il fatto gli passò per le mani. E quando il fatto gli passò per le mani Moshe disse ad Aharon: Fratello mio Aharon, sul Sinai mi era stato detto: Io intendo dare appuntamento a Israele ed essere santificato per loro tramite in questa Casa (il Mishkan) e la santificherò mediante una grande personalità. Pensavo che la santificazione di questa Casa sarebbe avvenuta attraverso di me stesso o attraverso di te. Ora è evidente che i tuoi figli sono più cari (a H.) di noi due. Quando Aharon udì ciò e seppe (yadà’) che i suoi figli erano amati dal Cielo (yedu’è Shamayim) stette zitto e ricevette una ricompensa per il suo silenzio, come è detto: “E Aharon ammutolì”. Quale ricompensa ricevette per il suo silenzio? Meritò che lo Scritto lo privilegiasse e parlasse solo con lui: “E parlò H. ad Aharon dicendo: Non bere vino o liquore…”
Zevachim 115b: “Lì darò appuntamento ai Figli d’Israele e sarà santificato mediante la Mia Gloria” (Shemot 29,43): non leggere “mediante la Mia Gloria (bi-khvodì)”, ma leggi “mediante i miei onorati (bi-mkhubbadày)”…: nel momento in cui il S.B. esercita rigore verso i Suoi Santi, viene temuto, innalzato e lodato.
