Nella parashà viene sottolineato che nell’antica Israele non era necessario un ufficio oggetti smarriti. Tutti erano responsabili per gli oggetti smarriti dagli altri cittadini e dovevano tenere a casa propria gli oggetti trovati che appartenevano al prossimo fino a quando venivano reclamati. Questa mitzvà è presentata nella Torà con queste parole: “Se vedi smarrito un capo di bestiame grosso o un capo di bestiame minuto di tuo fratello, non devi fingere di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli a tuo fratello. Se tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, accoglierai l'animale in casa tua: rimarrà da te finché tuo fratello non ne faccia ricerca e allora glielo renderai. Lo stesso farai del suo asino, lo stesso della sua veste, lo stesso di ogni altro oggetto che tuo fratello abbia perduto e che tu trovi. Non fingerai di non averli scorti (Devarìm, 22:1-3)”. Le regole specifiche appaiono nel trattato Bavà Metzià e nello Shulchàn ‘Arùkh (Chòshen Mishpàt, cap. 259-271)
