All’inizio di questa parashà Dio dice a Moshè che per mantenere il patto con i patriarchi, libererà gli israeliti dalla schiavitù in Egitto e li porterà nella Terra Promessa: “Perciò dì ai figli d’Israele: Io sono l’Eterno, vi sottrarrò (ve-hotzetì) ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi emanciperò (ve-hitzaltì) dalla loro schiavitù, e vi redimerò (ve-gaaltì) con braccio steso e con grandi giudizi. E vi prenderò (ve-lakakhtì) per mio popolo, e sarò vostro Dio; e voi conoscerete che io sono l’Eterno, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani. E vi porterò (ve-hevetì) nel paese, che giurai di dare ad Avraham, a Yitzchak e a Ya’akov; e ve lo darò come possesso ereditario (morashà): io sono l’Eterno (Shemòt, 6:6-8).
Basandosi su questi versetti e le quattro espressioni “vi sottrarrò”, “vi emanciperò”, “vi redimerò” “e vi prenderò”, i Maestri istituirono l’obbligo di bere quattro bicchieri di vino durante il sèder di Pèsach. I commentatori chiedono per quale motivo i Maestri non abbiano istituito di bere un quinto bicchiere di vino tenendo conto dell’espressione “e vi porterò nel paese”.
