Un argomento di questa parashà è la richiesta delle tribù di Reuven e Gad di stabilirsi a est del Giordano perché le terre di Gil’ad e Ya’azer erano ideali per il loro bestiame. La prima risposta di Moshè fu: “I vostri fratelli andranno a combattere e voi rimarrete qui?” (Bemidbàr, 32:6). Dopo un lungo negoziato, le due tribù promisero di andare a combattere con le altre tribù per conquistare la Cisgiordania. Moshè quindi acconsentì a dare loro i territori al di là del fiume Giordano a condizione che mantenessero la loro promessa. Alla conclusione del negoziato Moshè disse loro: “Se farete questo, se vi armerete per andare a combattere davanti al Signore, se tutti quelli di voi che si armeranno passeranno il Giordano davanti al Signore finché egli abbia scacciato i suoi nemici dalla sua presenza, se non tornerete fin quando il paese vi sarà conquistato davanti al Signore, voi sarete innocenti di fronte al Signore e di fronte a Israele e questo paese sarà vostra proprietà alla presenza del Signore” (Bemidbàr, 32: 20-22)
R. Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993, Boston) in Mesoras Harav (p. 254) tratta l’argomento di “marìt ha-‘ain”, che in italiano si può tradurre con “le apparenze”. La proibizione di “marìt ha-‘ain” richiede di evitare di fare qualcosa che potrebbe far sospettare di trasgredire una regola di Halakhà. Su questo argomento vi è una differenza di opinioni tra i decisori di Halakhà: questa proibizione vale solo per le mitzvòt proibite dalla Torà o anche per quelle proibite “miderabanan” cioè per decreto rabbinico?
