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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Donato Grosser

Lekh Lekhà. Come deve pregare un proselita?

I Maestri nel trattato Chaghigà (3a) dissero: «(Dio è forse soltanto) “il Dio di Abramo”, e non il Dio di Isacco e di Giacobbe? (Il versetto menziona piuttosto) “il Dio di Abramo” in quanto egli fu il primo dei proseliti. (Abramo fu il primo principe, poiché tutti i convertiti che seguono le sue orme vengono chiamati “i principi dei popoli”, Salmi, 47:9)».

R. Ghedialia Schorr (Polonia, 1910-1979, Brooklyn) in Or Ghedalyahu (p.43) commenta che i Maestri non intendevano dare un racconto storico su chi era il primo proselita. Essi intendevano insegnare che Avraham inventò il proselitismo perché il proselitismo è la forza che una persona ha di sradicarsi dalla sua famiglia e farsi parte d’Israele. Infatti così dissero i Maestri (Yevamòt, 22a): “Un proselita è come un neonato”, poiché chi si converte è considerato, dal punto di vista legale, come un neonato, e tutti i precedenti legami biologici o familiari vengono interrotti. Questa fu un’innovazione di Avraham, e con questo egli diede a tutte le generazioni seguenti la capacità di fare lo stesso.

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