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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Donato Grosser

Pinechàs. Un censimento diverso dagli altri

Per questo censimento “Il Signore disse a Moshè e ad El’azar, figlio di Aharon il kohen, dicendo: «Fate il computo di tutta la comunità dei figli d’Israele, dai vent’anni in su, suddivisi secondo i rispettivi casati paterni, tutti coloro che vanno al servizio pubblico in Israele». Moshè ed El’azar il kohen li proclamarono nelle steppe di Moav presso il Giordano di Gerico dicendo: «(Dovete essere censiti) dai vent’anni in su , secondo quanto il Signore aveva ordinato a Moshè e ai figli d’Israele, usciti dalla terra d’Egitto»” (Bemidbàr, 26: 1-4).

La traduzione del terzo versetto con le parole “li proclamarono” deriva dal fatto che nella Torà non è scritto “Vaydabèr...lahèm” (parlò a loro) con il dativo, ma “Vaydabèr... otàm”, con l’accusativo. Per questo motivo r. Samson Raphael Hirsch (Hamburg, 1808-1888, Frankfurt) traduce così. Egli sottolineò la differenza di questo censimento nel quale ogni individuo, uno per uno,  veniva chiamato per nome e attribuito a questa o quella casa e a questa o quella famiglia, come scritto (Bemidbàr, 1:2): “Secondo le loro famiglie e le case dei loro padri”.

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