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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Donato Grosser

Haazìnu. La giustizia del decreto divino

Questa parashà contiene il celebre Cantico di Moshè, un solenne inno che celebra la grandezza di Dio e ammonisce il popolo d'Israele. Nel quarto versetto è scritto: “Egli è la Roccia le cui opere sono perfette, perché tutte le Sue vie sono di giustizia, un Dio fedele senza ingiustizia, Egli è giusto e retto” (Devarìm, 32:4).

R. Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993, Boston) nel suo commento alla parashà (Mesoras Harav, p. 258) inizia citando il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) che nella Guida dei Perplessi (3:17) scrive: “Nella parte sublunare dell'universo, la Divina Provvidenza [la premurosa sollecitudine di Dio] non si estende ai singoli membri delle specie [animali], eccetto che nel caso del genere umano. È soltanto in questa specie [l'uomo] che ciò che accade ai singoli individui, la loro buona o cattiva sorte, è frutto di giustizia, in conformità con le parole: «Tutte le Sue vie sono giustizia»".

R. Soloveitchik spiega che a differenza dell’uomo che fu creato quale essere solitario, il regno animale e il regno vegetale furono formati “Secondo la loro specie” (Bereshìt, 1:24) e molto numerosi. La sola preoccupazione del Signore è la conservazione della specie e alle singole creature non è attribuito alcun valore o singolarità di natura metafisica.

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