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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Donato Grosser

Ki Tetzè. L’ufficio oggetti smarriti nazionale

Nella parashà viene sottolineato che nell’antica Israele non era necessario un ufficio oggetti smarriti. Tutti erano responsabili per gli oggetti smarriti dagli altri cittadini e dovevano tenere a casa propria gli oggetti trovati che appartenevano al prossimo fino a quando venivano reclamati. Questa mitzvà è presentata nella Torà con queste parole: “Se vedi smarrito un capo di bestiame grosso o un capo di bestiame minuto di tuo fratello, non devi fingere di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli a tuo fratello. Se tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, accoglierai l'animale in casa tua: rimarrà da te finché tuo fratello non ne faccia ricerca e allora glielo renderai. Lo stesso farai del suo asino, lo stesso della sua veste, lo stesso di ogni altro oggetto che tuo fratello abbia perduto e che tu trovi. Non fingerai di non averli scorti (Devarìm, 22:1-3)”. Le regole specifiche appaiono nel trattato Bavà Metzià e nello Shulchàn ‘Arùkh (Chòshen Mishpàt, cap. 259-271)

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