Moked.it – 20 luglio 2026
«Il Nuovo Convegno è una piccola associazione milanese, radicata nel mondo della Milano ebraica e italiana. Vorrei richiamare e riscoprire questa tradizione, guardando ad esempio al periodo del Dopoguerra e alle figure dell’ebraismo italiano che hanno contribuito a ricostruirlo», spiega Fabio Lopez Nunes, che di recente ha assunto la presidenza dell’associazione culturale nata nel 1985 per promuovere iniziative legate al mondo ebraico e ispirata a un’esperienza analoga dei primi del Novecento.
Con lui, nel nuovo direttivo, sono stati eletti Sergio Terracina, Paola Vita Finzi Zalman, Francesca Calabi, Rosanna Milano, Marco Soria, Giovanni Steinwurzel, Marco Fiorentino e Anna Elisa Ravenna.
Architetto, paesaggista, già dirigente pubblico, Lopez Nunes arriva all’incarico dopo una lunga attività in campi diversi, dall’ambiente alla storia di Milano, e dopo l’impegno nel progetto delle Pietre d’inciampo per Monza e Brianza. Al Nuovo Convegno, dice, intende lavorare «con lo spirito di imparare da tutti», raccogliendo l’eredità di chi lo ha preceduto: «Paola Vita Finzi ha fatto benissimo e continua a essere una presenza preziosa; e il ricordo di Matilde Algranati, scomparsa nel gennaio scorso e componente fondamentale del Convegno, resta per noi molto vivo».
L’obiettivo, spiega, è rivitalizzare l’associazione senza snaturarla. «Vogliamo offrire un luogo in cui incontrarsi, parlare, ascoltare, trovare un senso di comunità». Accanto agli incontri, alle conferenze e alle presentazioni di libri, il nuovo presidente vuole dotare il circolo di strumenti più moderni, a partire da un sito internet capace di far conoscere meglio le attività e di raggiungere un pubblico più ampio.
Tra i temi che gli stanno più a cuore c’è la memoria della vita ebraica milanese, e in particolare il Dopoguerra: gli anni delle famiglie e delle persone che ricostruirono la Comunità e che seppero dare alla generazione successiva, osserva, «da un lato la libertà di vivere in uno Stato democratico, dall’altro un senso di protezione, quasi un vaccino comunitario per resistere agli urti dell’odio e del pregiudizio». Urti che, aggiunge, «purtroppo si stanno ripresentando in modo mostruoso».
C’è, nel suo nome, una storia familiare già intrecciata con quella del Convegno. Il nonno Sabatino Lopez, commediografo livornese e sionista, fu tra i cofondatori dell’esperienza originaria negli anni Venti; il padre Guido, scrittore e giornalista, fu attivo nella vita ebraica milanese e nel Nuovo Convegno fin dai tempi di Marcello Cantoni, a lungo presidente della Comunità ebraica cittadina; la madre Gigliola fu impegnata nell’attività del Cdec.
Proprio Cantoni, nel volume pubblicato per i dieci anni del Nuovo Convegno, ricordava la nascita del circolo come il tentativo di ricollegarsi alla tradizione del vecchio Convegno e di creare uno spazio «capace di esercitare una nuova azione di stimolo, di critica costruttiva di avanguardia, di difesa dei valori democratici di Israele». L’avvio, nel 1985, fu affidato a una serata dedicata a Chagall e alla Resistenza, davanti a una sala gremita. Da allora, scriveva Cantoni con la sua consueta ritrosia, il Convegno aveva realizzato molte iniziative: «Se amassi la retorica, direi che il nuovo seme gettato ha prodotto molti germogli».
Oggi quel percorso riparte, con un nuovo direttivo e con l’intenzione, dichiarata da Lopez Nunes, di assumere l’incarico «con lo spirito di imparare da tutti e pronto a correggermi dove sbaglierò». In autunno il presidente riunirà la squadra per definire il programma. Tra le idee allo studio, una riflessione sui quarant’anni dalla scomparsa di Primo Levi, iniziative su figure come Fernanda Wittgens, da poco nominata Giusta tra le Nazioni, e collaborazioni con realtà del territorio come il Cdec e il Memoriale della Shoah.
d.r.
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