“…tu non prenderai per moglie a mio figlio alcuna delle figlie dei Cananei, in mezzo ai quali io dimoro; ma andrai al mio paese e dove sono nato, a prendere una moglie per mio figlio, per Isacco” (Genesi 24:3-4) “Ma andrai alla casa di mio padre e alla mia famiglia e là prenderai una moglie per mio figlio” (Genesi 24:38).
Eliezer, il servitore fidato di Abramo, fu mandato a trovare una moglie adatta per Isacco. Abramo disse a Eliezer di andare nella sua terra natale, Aram Naharayim e di scegliere li una ragazza.
Arrivato a destinazione, mentre si trovava presso un pozzo fuori dalla città, Eliezer pregò Dio di aiutarlo, chiedendogli di fare in modo che la ragazza scelta fosse quella a cui avrebbe chiesto dell’acqua e che poi avrebbe risposto offrendo acqua a lui e anche ai suoi cammelli. In effetti, Rebecca, la figlia del cugino di Abramo, Betuel, arrivò al pozzo e dopo che Eliezer si avvicinò a lei per chiedere dell’acqua, lei attinse acqua anche per i suoi cammelli. Rebecca portò Eliezer a casa e lui spiegò alla sua famiglia perché era venuto. Raccontò loro le sue esperienze al pozzo e non ebbero altra scelta che concludere che questo era opera di Dio e che Rebecca era destinata a sposare Isacco.
Rav Meir Simcha Hakohen di Dvinsk (1843-1926), nota una sottile discrepanza tra il resoconto della Torah dell’incarico di Abramo a Eliezer e il modo in cui Eliezer lo riferì alla famiglia di Rebecca. Abramo disse a Eliezer di non prendere una ragazza dai popoli di Canaan e di andare invece a prenderla nella terra natale di Abramo (Genesi 24:3-4), perché intuì che le ragazze di Aram erano più degne di quelle di Canaan. Tuttavia, parlando con la famiglia di Rebecca, Eliezer disse che Abramo gli disse di andare a “casa di mio padre” e “dalla mia famiglia” (Genesi 24:38).
Rav Meir spiega che ad Abramo in realtà non importava se la ragazza fosse o meno della sua famiglia; gli importava solo che provenisse da Aram, poiché la gente di Aram aveva un carattere morale migliore della gente di Canaan. Eliezer decise quindi di scegliere la ragazza che dimostrava di essere gentile e generosa, degna di sposare il figlio di Abramo. La sua preoccupazione era solo il carattere della ragazza e non se appartenesse o meno alla famiglia di Abramo.
Ma quando arrivò a casa di Rebecca e parlò con la sua famiglia, temette che si sarebbero sentiti offesi se avessero capito che Abramo non stava cercando specificamente di scegliere qualcuno dalla loro famiglia per Isacco. Allora Eliezer disse che Abramo gli aveva ordinato di andare a “casa di mio padre” e “dalla mia famiglia”, così si sarebbero sentiti onorati dal desiderio di Abramo di avere qualcuno dalla loro famiglia che sposasse suo figlio e non si sarebbero offesi.
Rav Meir nota anche che questa spiegazione risponde a una serie di altre domande, tra cui la questione di come conciliare le azioni di Eliezer con il divieto di “kishuf/stregoneria. Sembra che Eliezer abbia fatto un test casuale per trovare la ragazza giusta, il che sarebbe proibito poiché la Torah non consente di prendere decisioni in questo modo, tirando a sorte dicendo “se succede “X” farò “Y”. Rav Meir spiega che questo divieto si applica solo se non c’è una connessione logica tra “X” e “Y”, nel qual caso ciò costituisce una forma di stregoneria. Nel caso di Eliezer, invece, è stato predisposto un sistema chiaro e logico, poiché voleva trovare una ragazza che eccellesse nell’area della gentilezza e della generosità e che fosse quindi degna di entrare nella famiglia di Abramo.
Quando rileggiamo e studiamo con più attenzione questa storia, ci accorgiamo del pensiero e dello sforzo che Eliezer ha investito per assicurarsi di trovare la giusta corrispondenza per Isacco.
I maestri del Talmud affermano che Eliezer avesse una figlia e che desiderava molto che sposasse Isacco. Quindi, aveva un forte interesse personale affinché la sua missione fallisse. Se non avesse trovato la ragazza giusta, o se la famiglia della ragazza non le avesse permesso di andare con lui per sposare Isacco, questo avrebbe lasciato aperta la possibilità che sua figlia lo potesse sposare. Ma Eliezer fece tutto il possibile per assicurare il successo della sua missione, per trovare la ragazza giusta e assicurarsi che la sua famiglia accettasse il matrimonio.
Da Eliezer, Impariamo che in tutte le circostanze, dobbiamo sempre fare la cosa giusta, anche quando questo sembra comportare un sacrificio considerevole e confidare in Dio affinché tutto funzioni. Quando l’osservanza della Torah sembra non essere nel nostro interesse, dobbiamo imparare dall’esempio del servitore di Abramo, il “Damasceno”, e avere la fiducia e la convinzione di fare comunque la cosa giusta.
Adempiere alle mitzwot di Dio, è sempre la cosa più vantaggiosa che possiamo fare, anche quando sembra ciò ostacoli i nostri programmi. Dobbiamo essere preparati a fare quello che dobbiamo nonostante i sacrifici che ciò comporta e avere fiducia che Dio ci aiuterà a raggiungere il risultato più favorevole, Shabbat Shalom.
