"Farai all'arca uno tzohar..." (Genesi 6:16) Quando Dio comandò a Noè di costruire l’arca, ordinò che essa includesse una fonte di luce. I commentatori hanno dato due diverse interpretazioni alla parola "tzohar". Alcuni hanno spiegato che si trattava di una pietra speciale che brillava fornendo luce; altri hanno spiegato che era semplicemente una finestra.
Queste due spiegazioni potrebbero non essere in contraddizione tra loro, ma piuttosto mostrarci due modi diversi di reagire ai nostri "diluvi", alle difficoltà e alle sfide che affrontiamo nel corso della vita.
Un modo per affrontare le crisi è essere una “pietra”, silenziosa e immobile. Come disse la Torah a proposito di Aronne dopo la tragica morte dei suoi due figli “waiddom Aharon/Aronne rimase in silenzio”. Invece di piangere e lamentarsi, o addirittura imprecare, rimase in silenzio.
Tuttavia, per quanto grande e nobile sia questo modus operandi, esiste un livello ancora più elevato: guardare attraverso la "finestra", usare la situazione difficile per vedere cose nuove che non avevamo mai visto prima.
