Le donne sono tenute a studiare la Torà, e la Torà appartiene a loro come agli uomini. Per quanto riguarda il legame di base con la Torà, le donne vengono prima degli uomini. Ad abbracciare la Torà nella sua interezza sono tenuti soltanto gli uomini. Le donne, come gli uomini, sono tenute a recitare ogni giorno le benedizioni della Torà. Le donne che vivono nella società moderna, partecipando al progresso della scienza e della società, sono tenute a studiare molta più Torà.
Rav Eliezer Melamed – 23.10.26 – Besheva
Domanda: È vero che le donne sono esonerate dal precetto di studiare la Torà, e che la Torà appartiene agli uomini e non alle donne?
Risposta: No, non è vero. Le donne sono tenute a studiare la Torà, e la Torà appartiene alle donne come agli uomini. È vero che l’obbligo degli uomini è maggiore di quello delle donne, ma quanto al legame fondamentale con la Torà, le donne vengono addirittura prima degli uomini.
Somiglianze e differenze tra uomini e donne nel precetto
Il precetto dello studio della Torà ha due parti. La prima consiste nel conoscere l’insegnamento della Torà per orientare la propria vita. La seconda consiste nell’approfondire la Torà e abbracciarla nella sua interezza, al di là di ciò che serve a guidare la vita.
Nella prima parte, cioè conoscere la guida che la Torà offre per la vita, uomini e donne sono tenuti allo stesso modo (Sefer Chassidim §313; Semak, nell’introduzione; Agur, Tefillà §2; Rema, Yorè Dea 246:6; Levush §6; Rishon LeTzion §1). Per questo la Torà fu data sul Monte Sinai a tutto Israele, uomini e donne insieme. Così disse il Signore a Mosè in vista della rivelazione del Sinai: «Così dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai ai figli d’Israele: Voi avete visto ciò che ho fatto all’Egitto… Ora, se ascolterete davvero la mia voce e osserverete il mio patto, sarete per me un tesoro tra tutti i popoli… E tutto il popolo rispose insieme e disse: Tutto ciò che il Signore ha detto, lo faremo» (Esodo 19:3-8). Anzi, per questa parte della Torà le donne hanno la precedenza, come interpretarono i Saggi: «”Così dirai alla casa di Giacobbe”: sono le donne; “e annuncerai ai figli d’Israele”: sono gli uomini» (Mekhilta, ad loc.).
La seconda parte consiste nell’abbracciare la Torà intera, sia i precetti che riguardano la vita di chi studia sia quelli che non la riguardano, e nel continuare a esaminarla e ad approfondirla con precisione. In questa parte sono tenuti soltanto gli uomini, come è detto: «E li insegnerete ai vostri figli» (Deuteronomio 11:19), e i Saggi spiegarono: «E non alle vostre figlie» (Kiddushin 29b). Tuttavia, una donna che si offra volontariamente di studiare oltre ciò che serve a guidare la vita adempie un precetto e riceve una ricompensa (Sotà 21a).
La benedizione della Torà e il precetto dell’Assemblea
Poiché le donne sono tenute a studiare la guida che la Torà offre per la vita, esse, come gli uomini, sono tenute a recitare ogni giorno le benedizioni della Torà, cioè le benedizioni da pronunciare prima di studiare la Torà (Shulchan Arukh, Orach Chaim 47:14; Bach §4; Magen Avraham §14; Shulchan Arukh HaRav §10; introduzione alle responsa Beit HaLevi).
I Saggi (Sanhedrin 94b) raccontano anche del re Ezechia, che intensificò lo studio della Torà in tutto Israele: «Che cosa fece? Conficcò una spada all’ingresso della casa di studio e disse: Chiunque non si dedichi alla Torà sarà trafitto da questa spada. Cercarono da Dan a Be’er Sheva e non trovarono un ignorante; da Gevat ad Antipatris e non trovarono un bambino o una bambina, un uomo o una donna, che non fossero esperti nelle leggi di purità e impurità».
Per questo anche nel precetto dell’Assemblea (Hakhel), che si teneva ogni sette anni e in cui tutto Israele si riuniva per ascoltare la Torà, le donne partecipavano come gli uomini, come è detto: «Mosè diede loro questo ordine: Alla fine di ogni sette anni, nel tempo stabilito dell’anno di remissione, nella festa delle Capanne, quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che Egli sceglierà, leggerai questa Torà davanti a tutto Israele, ai loro orecchi. Radunerai il popolo, gli uomini, le donne e i bambini, e lo straniero che è entro le tue porte, perché ascoltino e imparino e temano il Signore, vostro Dio, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa Torà» (Deuteronomio 31:10-12).
La misura dell’obbligo dipende dalla generazione
In passato gli uomini dovevano dedicare tutto il loro tempo e le loro energie a procurarsi il cibo, a prepararlo, a mantenere la casa e a occuparsi dei figli. L’umanità era immersa nell’ignoranza e solo poche percentuali sapevano leggere. In quei tempi le donne apprendevano la guida della Torà per la loro vita da ciò che ascoltavano dai genitori e dai discorsi dei rabbini nei sabati e nelle feste, e perciò non si curavano di insegnare a leggere alle bambine come facevano con i bambini. Solo alcune persone di valore eccezionale approfondivano la Torà e diventavano sapienti e profetesse.
Nelle ultime generazioni, in un processo che annuncia la redenzione, la sapienza si è diffusa tra gli esseri umani. Molti hanno imparato a leggere e a scrivere, dapprima in Europa e nei paesi in cui gli europei emigrarono, poi in tutti i paesi. Prima furono gli uomini a imparare a leggere, poi anche le donne, tanto che oggi circa il 90 per cento degli adulti nel mondo sa leggere. Così anche le donne che gestiscono la casa e crescono i figli sono esposte a opinioni diverse in materia di fede, società, famiglia e persona, e non basta più loro una conoscenza generale della Torà e una guida pratica per osservare le leggi della casa.
Inoltre, in passato le donne dovevano dedicare tutto il loro tempo e le loro energie ai lavori domestici e alla cura dei figli. Con il progresso tecnologico, però, i lavori di casa sono diventati più semplici, e molte donne hanno iniziato a ricevere un’istruzione, a lavorare in ogni professione, a partecipare allo studio e alla ricerca accademica e a essere partecipi a pieno titolo della vita pubblica e della sua guida. In questo processo le donne si confrontano con ulteriori domande in tutti gli ambiti della vita. Perciò le donne sono tenute a studiare molta più Torà che in passato.
Le parole del Chafetz Chaim e dei rabbini dell’Europa orientale
Rabbi Israel Meir HaKohen (il Chafetz Chaim, 1838-1933) scrisse che, dopo l’indebolimento della tradizione, quando molte ragazze non vivono più vicino ai genitori e studiano le scienze a scuola, «è certamente un grande precetto insegnare loro il Pentateuco, e anche i Profeti e gli Agiografi e le opere morali dei Saggi, come il trattato Avot e il libro Menorat HaMaor e simili, affinché si consolidi in loro la questione della nostra santa fede; perché altrimenti rischierebbero di deviare del tutto dalla via del Signore e di trasgredire tutti i fondamenti della religione, che Dio non voglia» (Likkutei Halakhot, Sotà 21a, nota). Egli scrisse inoltre in una lettera di incoraggiamento a una scuola femminile (riportata in HaChafetz Chaim uFo’olo, vol. 3, p. 1113): «Tutti i timori e i dubbi sul divieto di insegnare la Torà alla propria figlia non hanno oggi alcun fondamento…».
In quel periodo, con il sostegno dei grandi di Israele, furono creati istituti di educazione e di studio della Torà di alto livello specifici per le ragazze, come la rete Beit Yaakov, fondata da Sarah Schenirer nel 1918 con il sostegno dei grandi rabbini della Polonia. Allo stesso modo, nelle responsa Zekan Aharon (vol. 2, §66) fu scritto nel 1938 che è lecito destinare le offerte per lo studio della Torà alla scuola Beit Yaakov, perché tutto ciò che vi si insegna per preservare l’ebraismo è un grande precetto. Lo stesso scrisse il rav Zirelson (responsa Lev Yehuda, Yorè Dea §56). Lo stesso scrisse il rav Sorotzkin (Meizanim LaMishpat §42) a proposito dello studio della Torà orale nella Beit Yaakov, sottolineando che oggi non si tratta solo di una facoltà ma di un «obbligo assoluto». Così scrissero anche il rav Waldenberg (Tzitz Eliezer vol. 9, §3), il rav Malka (Mikveh HaMayim, vol. 3, Yorè Dea §21), il rav Chaim David HaLevi (Asè Lekha Rav, vol. 2, §52) e il rav Eliyahu (Ma’amar Mordechai, vol. 1, Yorè Dea §11).
I rabbini del mondo nuovo
Naturalmente, con il passare degli anni, soprattutto nelle società moderne, la partecipazione della donna a ogni ambito del lavoro e delle scienze è cresciuta, e di conseguenza i rabbini hanno disposto di intensificare lo studio della Torà per le donne.
Così stabilì il Rebbe di Lubavitch, Menachem Mendel, in un discorso (libro At Aliyat, pp. 45-46): poiché le donne «escono di casa e ricevono influssi dall’esterno ecc., è necessario fondare per loro istituti di educazione in cui ricevano un’educazione conforme… Occorre insegnare loro la Torà orale, non solo lo studio di leggi definitive senza le loro ragioni, ma anche lo studio delle ragioni delle leggi fino al botta e risposta (shaklà vetaryà) della Torà, perché è nella natura dell’essere umano [uomo o donna] provare più piacere e diletto in questo studio, grazie al quale si sviluppano in loro i sensi e le capacità… nello spirito della nostra santa Torà…».
Così stabilì anche il rav Soloveitchik (Peninei HaRav, p. 167): «Oggi, in un’epoca in cui le donne sono uguali agli uomini sia nel mondo accademico sia in politica, le donne non accetteranno di comportarsi secondo la Torà se la questione non sarà loro comprensibile nella sua fonte, nella Bibbia e nella Ghemarà. Siamo costretti a permettere loro di studiare la Torà orale… E se le ragazze non studieranno i fondamenti della Torà dal Pentateuco e dalla Ghemarà con i commenti dei Rishonim, allora, Dio non voglia, il nostro vero ebraismo cesserà».
È vero che nella generazione precedente vi furono rabbini che si dissero contrariati per il permesso di insegnare la Torà alle donne, perché a loro avviso si possono insegnare solo leggi definitive (Divrei Yatziv, Yorè Dea §§139-140; Shevet HaLevi vol. 6, §150). Alcuni vietarono perfino di insegnare loro la Mishnà (Igrot Moshe, Yorè Dea vol. 3, §87; Hearot Rish״a, Sotà 21b). Ciò che li accomuna è che vivevano in una società che sostiene l’allontanamento dalla modernità, e perciò ritenevano sufficiente uno studio relativamente semplice, che è comunque incomparabilmente più ampio di quello in uso circa 200 anni fa, quando le ragazze non frequentavano la scuola e non imparavano a leggere.
Ma le donne che vivono nella società moderna e partecipano al progresso della scienza e della società sono tenute a studiare molta più Torà.
L’obbligo di studio delle donne ai nostri giorni
Per questo, per sapere come vivere oggi secondo la Torà e conoscerne la guida negli ambiti della fede e della morale, della persona, della famiglia e della società, le donne hanno il dovere di ampliare e approfondire lo studio della Torà e della halakhà, comprendendo la logica interna della Torà, come esposta nel Talmud e nei suoi commentatori.
Rientra in questo il dovere di studiare in modo generale anche i precetti che non hanno applicazione pratica, per comprendere la visione complessiva della Torà. È inoltre doveroso studiare i fondamenti della fede e la storia della rivelazione della fede da parte di Israele, come esposta nella Bibbia e nelle parole dei Saggi, dei Rishonim e degli Acharonim, per comprendere l’idea morale e ideale della Torà per il perfezionamento del mondo. E quanto più una donna è dotata nello studio, tanto più grandi sono le sfide che ha davanti, e tanto più deve approfondire lo studio della Torà.
Nella serie Peninei Halakhà ho cercato di proporre un modo di adempiere l’obbligo che grava su uomini e donne, nella misura e con la profondità che mi sembrano adeguate. Quanto ai precetti specifici degli uomini, come i tefillin e i tzitzit, alle donne basta studiare le leggi che ne spiegano il senso generale. Ne risulta che, poiché l’obbligo di studio in materia di halakhà, fede e morale si è ampliato molto, la differenza tra l’obbligo degli uomini e quello delle donne si è ridotta, e anche ciò a cui le donne sono tenute la maggior parte degli uomini oggi non riesce a studiarlo.
Con l’aiuto del Signore, nella prossima rubrica scriverò del precetto facoltativo per le donne di continuare a esaminare e ad approfondire la Torà e la Ghemarà, dei problemi che esistevano in passato e che esistono oggi a questo riguardo, e delle soluzioni.
