(da un articolo di Rav Kahan)
All’inizio della parashah di Chayè Sarah manca qualcosa. Leggiamo della morte di Sarah, del lutto e dell’elogio funebre di Abramo. Ma ci saremmo aspettati di vedere altrettante lacrime da Yitzchaq. Dove stava? Perché non ha preso parte al funerale della madre? Questa domanda viene formulata da R. Bechayè, che osserva che l’amore di Yitzchaq per Sarah doveva almeno eguagliare quello di Avraham. Yitzchaq era rimasto traumatizzato dalla ‘aqedah. La notizia della morte della madre sarebbe stato troppo, e per questo non venne informato. Ma Rabbenu Bechayè non si limita a notare questa assenza. La Torah ci dice che Avraham, sebbene inizialmente avesse detto ai ragazzi che sarebbero tornati assieme, ritornò dalla aqedah da solo. Non è possibile che Avraham se lo sia dimenticato. Ibn ‘Ezrà esclude categoricamente l’ipotesi che il sacrificio fosse avvenuto, e che Ytzchaq sia stato resuscitato. Per Ibn ‘Ezrà quando la Torah dice Avraham intende dire Avraham e Ytzchaq. Ytzchaq si eclissa prima della morte di Sarah, ma anche per tutto il periodo che condurrà alla scelta di sua moglie. Quando Rivqah arriva, Ytzchaq torna nel vivo della storia. Ma nel frattempo dov’era Yitzchaq? Nella tradizione midrashica troviamo due ordini di risposte: a) era a studiare in Yeshivah; b) era morto o quasi morto, o morto metaforicamente. Era nel giardino dell’Eden.
Secondo il Midrash ha-gadol vi rimase tre anni. In tanti brani poetici è riportato che il sacrificio avvenne effettivamente. La forza di Avraham era tale da considerare il sacrificio effettuato. Il Gan Eden è un luogo di perfezione spirituale, potrebbe essere anche la stessa yeshivah o giù di lì. In questo modo il buco all’interno della narrazione biblica è riempita, ma lo stesso testo della Torah può indicarci cosa è avvenuto. La prossima volta che ci imbatteremo in Yitzchaqsarà quando incontrerà Rivqah, e lì ci sarà detto esplicitamente che era di ritorno da Beer laChay Roì. L’arrivo di Rivqah lo consolerà per la morte della madre, e quindi possiamo dedurre che fosse in lutto. Ma dove? Beer laChay Roì è un posto del quale abbiamo già sentito parlare, quando Hagar fuggì da Sarah. Rashì crede che Yitzchaq, morta Sarah, sia andato a riprenderla. Avraham si preoccupa di trovare una moglie per Yitzchaq, ma anche Yitzchaq si preoccupa per la solitudine del padre. Ramban ritiene che Yitzchaq abbia eletto quel luogo suo santuario spirituale, un luogo di rivelazione, o secondo Sforno un luogo di preghiera. Per via della sua preghiera Eli’ezer ha successo nella sua missione a miglia di distanza. Dopo la morte di Avraham lì Yitzchaq si stabilirà. Ma forse c’è un motivo ulteriore, quello del recupero del rapporto con Yishma’el. Sappiamo pochissimo delle loro relazioni. Quando Yishma’el fu cacciato Yitzchaq era nato da poco. Sappiamo che parteciparono assieme al funerale del padre. Con i suoi pellegrinaggi Yitzchaq ha riunito la famiglia. Finché Sarah era in vita ciò non sarebbe stato possibile. Forse Yizchaq aveva compreso di essere il responsabile della cacciata di Yisma’el, e di avere il compito di riunire la famiglia. Questo atteggiamento ci spiegherà un’altra relazione, quella con ‘Esav. Per via di quanto avvenuto ha deciso che nessun figlio sarebbe stato cacciato dalla sua casa, nonostante i suoi difetti. Ha già visto le conseguenze nefaste della divisione.
Dal testo della Torah sembrerebbe che Ytzchaq amasse ‘Esav perché praticava la caccia e gli portava del cibo, ma possiamo considerarlo un motivo reale per amarlo? O forse semplicemente lo amava per ciò che era in grado di fare bene? Anche quando lo vorrà benedire da vecchio, gli ordinerà di fare la stessa cosa. Sappiamo che quando Ya’aqov entrerà dal padre, questo dirà di sentire un odore paradisiaco. Rashì nota che ci sono al mondo pochi odori sgradevoli come il fetore delle capre. Che odore sentì allora? Rashì risponde che sentì l’odore del Gan ‘Eden, perché dopo la ‘aqedah Ytzchaq visse lì. La Aqedah aveva danneggiato la sua vista, tanto che divenne cieco, ma al contempo ne potenziò l’olfatto. Quando vede ‘Esav, vede meno o più di noi? Di certo vede diversamente da noi, e vede la realtà nel prisma del Gan ‘Eden. Vede tutto proiettato nel futuro. Anche il suo nome vuol dire riderà, in futuro. Per via della ‘aqedah Yzchaq vede un mondo perfetto. Questa prospettiva gli ha consentito di approcciare Yishma’el. Yitzchaq è pronto a scommettere che Yishma’el si pentirà e riconoscerà l’esistenza di un solo D. Secondo il Mesekh Chokhmah nelle azioni di Yitzchaq sono presenti, come segno per i suoi discendenti, i ravvedimenti dei discendenti di Yishma’el ed ‘Esav nelll’era messianica. Le azioni di Yitzchaq nel presente erano dettate dalla sua visione del futuro, ed il futuro a sua volta era il frutto delle sue azioni nel presente. Se riuscissimo a coltivare il nostro modo di vedere le cose in questa ottica, il nostro mondo sarebbe più rosa.
