Shabbat 23b:
Diceva Rav Huna:
Chi è attento ad accendere i lumi di Shabbat meriterà figli studiosi di Torah;
Chi è attento alla Mezuzah meriterà una bella casa;
Chi è attento allo Tzitzit meriterà un bell’abito;
Chi è attento al Qiddush meriterà di riempire botti di vino.
Sotah 21a: Così interpretava R. Menachem bar Yossi: “Poiché la Mitzwah è un lume e la Torah è luce” (Mishlè 6,23). Il versetto mette in relazione la Mitzwah con il lume e la Torah con la luce. La Mitzwah con il lume per dirti che come il lume preserva l’uomo solo momentaneamente, così la Mitzwah preserva l’uomo solo momentaneamente. La Torah con la luce per dirti che come la luce preserva l’uomo sempre così la Torah preserva l’uomo sempre… La situazione può essere paragonata a quella di un una persona che vaga nel bosco nel buio più profondo della notte e ha paura delle spine, delle buche e degli sterpi (ostacoli dell’istinto che mettono alla prova la persona nel suo intimo), degli animali feroci e dei predoni (ostacoli che traviano la persona dall’esterno, come un cattivo consigliere) e non sa che strada prendere (se in generale l’uomo procede per la giusta via o no). Se gli capita a disposizione una torcia, si salva dalle spine, dalle buche e dagli sterpi, ma ha ancora paura degli animali feroci e dei predoni e non sa ancora che strada prendere. Dal momento che spunta l’alba, si salva anche dagli animali feroci e dai predoni, ma ancora non sa che strada prendere. Solo quando giunge a un bivio è salvo da tutto (Rashì: quando giunge alla fine dei suoi giorni senza mai essersi staccato dalla Torah).
