כל מלאכה האסורה בשבת אסורה ביום טוב חוץ ממלאכת אוכל נפש וחוץ מהוצאה והבערה: …: הגה ויש מחמירין אפילו באוכל נפש עצמו כל שאינו מפיג טעם כלל אם עשאו מערב י”ט. מיהו אם לא עשאו מערב י”ט ויש בו צורך י”ט מותר לעשותו ע”י שינוי:
קצירה טחינה ובצירה וסחיטה וצידה אע”פ שהם מלאכת אוכל נפש אסרום חכמים:
Lo Shulchan ‘Arukh, Orach Chayim 495, 1-2 ci dà tre indicazioni:
1. Ogni Melakhah che è proibita di Shabbat è proibita anche di Yom Tov, all’infuori delle Melakhot legate alla preparazione del cibo e all’infuori del trasporto di oggetti su suolo pubblico e dell’accensione del fuoco (da un fuoco già acceso, che sono attività permesse).
2. Tuttavia c’è chi è più rigoroso anche nella preparazione del cibo e ritiene che se il cibo non perde gusto qualora sia cucinato alla vigilia sia proibito cucinarlo di Yom Tov (Remà ad loc.).
3. Le seguenti cinque Melakhot, per quanto a loro volta legate alla preparazione del cibo, sono comunque state proibite per disposizione rabbinica: mietere, macinare, vendemmiare, spremere, catturare animali.
La fonte della Halakhah è nel versetto seguente:
וּבַיּ֤וֹם הָרִאשׁוֹן֙ מִקְרָא־קֹ֔דֶשׁ וּבַיּוֹם֙ הַשְּׁבִיעִ֔י מִקְרָא־קֹ֖דֶשׁ יִהְיֶ֣ה לָכֶ֑ם כׇּל־מְלָאכָה֙ לֹא־יֵעָשֶׂ֣ה בָהֶ֔ם אַ֚ךְ אֲשֶׁ֣ר יֵאָכֵ֣ל לְכׇל־נֶ֔פֶשׁ ה֥וּא לְבַדּ֖וֹ יֵעָשֶׂ֥ה לָכֶֽם
Shemot 12, 16: “Nessuna melakhah si farà in questi due giorni (il primo e l’ultimo Mo’ed di Pessach), ad eccezione di ciò che è necessario per il cibo di ognuno: quello solamente si farà per voi”.
Commentiamolo nelle sue varie parti.
“… ad eccezione di ciò che è necessario per il cibo...”: è il permesso di tzorekh okhel nefesh, cioè di eseguire determinate Melakhot destinate alla preparazione del cibo. Benché il riferimento esplicito sia al cibo, la dispensa riguarda queste specifiche Melakhot anche se sono destinate ad altre necessità fisiche della persona (hanaat ha-guf): p. es. scaldare l’acqua per lavarsi a certe condizioni. Nel caso di due specifiche Melakhot: il trasporto di oggetti su suolo pubblico e l’accensione del fuoco da un fuoco già acceso i Chakhamim hanno stabilito che esse possono essere compiute per qualsiasi necessità, anche quelle che non rientrano nel bisogno fisico delle persone (mi-tokh she-hutterah le-tzorekh, hutterah namey she-lo le-tzorekh). Da qui p. es. il permesso di portare al Bet ha-Kenesset il Machazor e il Tallit necessari per la Tefillah, il Lulav di Sukkot, ecc. Essere rigorosi su questo punto avrebbe infatti pregiudicato l’atmosfera festiva.
“…di ognuno”. Per permettere determinate Melakhot occorre che la necessità fisica cui intendono rispondere sia sentita come quotidiana dalla maggior parte degli individui, in analogia con il cibo. È dunque permesso scaldare l’acqua per lavarsi, ma solo viso, mani e piedi. Ai tempi dei Chakhamim il bagno completo non era una necessità quotidiana per la maggioranza delle persone e dunque resta proibito scaldare l’acqua di Yom Tov a questo scopo.
“quello solamente si farà per voi”. Si evincono da qui altri tre limiti base:
1) È lecito cucinare di Yom Tov solo per correligionari.
2) Non è lecito cucinare di Yom Tov per animali.
3) Non è lecito cucinare di Yom Tov per il giorno successivo.
Non tutte le Melakhot legate alla preparazione del cibo (le-tzorekh okhel nefesh) sono permesse. I Decisori Medioevali discutono sui criteri di ammissibilità.
–Rashi e Rambam adottano una distinzione qualitativa o retrospettiva: Se la preparazione può avvenire il giorno precedente senza che il cibo perda di gusto, è proibita di Yom Tov. Secondo Rambam è una disposizione rabbinica volta a evitare che la persona lasci di proposito queste Melakhot da eseguire di Yom Tov e si sottragga per questo alla Mitzwah della gioia festiva (Simchat Yom Tov) trascorrendo tutta la giornata festiva in cucina. Pertanto la cattura di animali (tzad) è proibita, perché non richiede di essere eseguita all’ultimo momento.
–Rosh e Ran adottano una distinzione quantitativa o prospettiva: è proibita di Yom Tov l’esecuzione di quelle Melakhot che di solito si eseguono su larga scala: sono cioè destinate alla preparazione di cibo per più giorni, compresi i successivi, ogni volta.
La differenza fondamentale fra i due approcci è che nel primo caso ogni singola azione va analizzata per sé ai fini di determinarne l’ammissibilità. Per il secondo approccio, invece, conta l’uso generale: se una certa melakhah è normalmente eseguita su larga scala (almeno in base alla valutazione dei Chakhamim) resta proibita anche se viene eseguita su piccola scala (cioè limitatamente all’uso immediato). Pertanto il divieto segue qui un criterio di categoria. La raccolta di frutta da un albero (qotzèr o tolèsh) è dunque sempre proibita, anche se si avesse bisogno di cogliere una sola mela.
La Halakhah è stata stabilita tenendo conto a priori di entrambe le restrizioni. Pertanto si può eseguire di Yom Tov una Melakhah relativa alla preparazione di cibo solamente 1) se è comunemente compiuta su piccola scala e 2) se non avrebbe potuto essere compiuta prima di Yom Tov con gli stessi risultati. Tuttavia:
1) se una Melakhah può essere eseguita sia su larga che su piccola scala, è proibita solo se eseguita su larga scala: p.es. selezionare (borèr) può riguardare tanto la separazione del grano dalla pula (larga scala) che la separazione di un cibo dal suo scarto (piccola scala): in quest’ultimo caso è permessa; macinare (tochèn) può riguardare la trasformazione del grano in farina (larga scala) ovvero il taglio fine di verdure per un’insalata (piccola scala): anche qui nel secondo caso è permessa; 2) se non è stato oggettivamente possibile preparare il cibo prima di Yom Tov (p. es. si è reso disponibile solo all’ultimo momento, ovvero non c’era il tempo materiale per farlo), lo si può preparare di Yom Tov anche se in condizioni normali lo stesso risultato poteva essere raggiunto prima di Yom Tov. Se invece si è rinviata di proposito a Yom Tov la preparazione di un certo cibo, essa può ancora essere eseguita, ma adottando un modo diverso dall’usuale (be-shinnuy).
“Shabbat Shalom” della Scuola Rabbinica Margulies Disegni di Torino
