Il primo Adar (un mese prima dell’inizio di Nissan, allorché si doveva cominciare a offrire gli animali del nuovo anno, acquistati con il nuovo gettito: in conformità con l’obbligo di cominciare a studiare le regole di una ricorrenza 30 giorni prima) si annuncia la raccolta dei sicli e l’obbligo di eliminare le mescolanze proibite nelle colture (Cosa c’entra? Come il mezzo siclo ci ricorda che siamo un unico popolo, dove ognuno ha bisogno dell’altro, così dobbiamo saper eliminare da questa unione gli elementi negativi; Sedeh Tzofim). In questo modo i nostri sicli precedono quelli di Haman (cfr. Meghillah 13a). Perché proprio mezzo siclo? Il S.B. ha chiesto il minimo. Gli ‘arakhin di un uomo fra i 20 e i 60 ammontano infatti a 50 sicli (P. Bechuqqotay), ma in P. Ki Tissà si parla solo di una terumah, il cui valore minimale nella Torah (la terumat ma’asser) è 1/100 del totale, cioè mezzo siclo appunto. Haman, dal canto suo, aveva pagato la cifra piena di 50 sicli per ciascuno dei 600.000 ebrei uomini usciti dall’Egitto, per un totale di 10.000 kikkar d’argento (30.000.000 di sicli: 1 kikkar = 3.000 sicli)!
Il 15 si legge la Meghillah nelle città cinte da mura dai tempi di Giosuè (si ricorda solo queste perché si parla del 15 Adar) e si rassettano le strade, le vie e i Miqwaot (ripulendoli dal terriccio e dai residui delle piogge invernali a beneficio dei pellegrini che si sarebbero recati a Yerushalaim per Pessach) e si fanno tutte le necessità della collettività (si allude all’apertura dei pozzi che hanno immagazzinato le piogge invernali); si tornava a contrassegnare le tombe (con la calce che le piogge avevano sbiadito, a beneficio dei pellegrini kohanim, affinché non vi si imbattessero) e si usciva anche per le mescolanze proibite (non limitandosi ormai a un annuncio generico del divieto).
Dice R. Yehudah: Inizialmente i messi del tribunale sradicavano le erbe proibite e le gettavano davanti ai padroni dei campi (per farli vergognare), ma da quando i trasgressori si sono moltiplicati le gettavano per strada (così da renderle inservibili); poi hanno stabilito di dichiarare res nullius tutto quanto il campo
Il 15 i cambiavalute si insediavano nelle città del paese (fuori da Gerusalemme, per distribuire i mezzi sicli in cambio delle monete portate dai singoli. La data si giustifica conformemente a R. Shim’on ben Gamliel, secondo cui si inizia a studiare le regole di una festa solo con 15 giorni d’anticipo). Il 25 si insediavano nel Bet ha-Miqdash (per affrettare le cose in vista della scadenza imminente. Su che base è individuato questo termine? Secondo Sedeh Tzofim perché i sacrifici di Rosh Chodesh dovevano già essere animali “nuovi” e questi dovevano essere verificati da eventuali difetti con cinque giorni d’anticipo, che diventavano sei se il mese fosse stato me’ubbar all’ultimo momento. Ma è anche possibile un riferimento alla tradizione secondo cui l’uomo fu creato il 1° Nissan, nel qual caso il 25 adar sarebbe stato il primo giorno della creazione del mondo).
Da quel momento iniziavano a pignorare i ritardatari. Chi? I Leviti, gli Israeliti, i proseliti e i servi cananei naturalizzati, ma non le donne, i servi cananei e i minori (che secondo Bertinoro non erano tenuti fino a 20 anni; secondo Maimonide fino a 13 anni). Ma qualsiasi minore il cui padre avesse cominciato a versare per lui in attesa della maggiore età, (questi) non avrebbe potuto smettere. Quanto ai Kohanim non li si pignorava (benché fossero obbligati a dare) per rispetto del fatto che offrivano i sacrifici. Se non avessero dato, sarebbe stato loro riconosciuto come paga del servizio sacrificale da essi svolto. Quanto alle donne non erano obbligate a dare, perché precetto positivo legato a un certo lasso di tempo, ma se avessero voluto avrebbero potuto, in nome dell’unione rappresentata dal popolo ebraico di cui anch’esse fanno parte (Sedeh Tzofim). Per lo stesso motivo esse sono tenute anche alla Tefillat Mussaf, diversamente da chi pensa che essendo questa Tefillah stata istituita in memoria dei Qorbanot le donne ne fossero esenti come sono esenti dall’obbligo di contribuire con il mezzo Sheqel (Bessamim Rosh, R. ‘Aqivà Eiger, Nodà’ bi-Yhudah). In realtà le donne sono obbligate a tutte le Tefillot indistintamente come atti di rachamim (Resp. Beer Itzchaq 20, 3).
Testimoniò Ben Bukhrì a Yavne che qualsiasi kohen che avesse dato non sarebbe stato considerato peccatore (secondo lui i kohanim non erano obbligati a dare, ma si accettava che dessero senza temere che offrissero di malavoglia, nel qual caso i sacrifici pubblici sarebbero risultati acquistati da privati. Invece si partiva dal presupposto che la loro donazione era fatta in modo disinteressato, a totale beneficio della collettività). D’altronde R. Yochanan ben Zakkay aveva una diversa tradizione secondo cui i kohanim sono obbligati a versare il mezzo Sheqel al pari di ogni altro ebreo, altrimenti avrebbero peccato. Solo che essi interpretavano a proprio vantaggio il versetto che dice: “Qualsiasi offerta farinacea di un kohen sarebbe stata arsa completamente senza essere mangiata” e si esentavano dicendo che le offerte farinacee della collettività come i pani di Shavu’ot e l’Omer non avrebbero potuto essere consumate se essi avessero partecipato al loro acquisto. L’interpretazione corretta è in realtà un’altra: solo le offerte individuali dei kohanim non potevano essere mangiate. La Halakhah è stabilita dal Maimonide in conformità con l’opinione restrittiva di R. Yochanan ben Zakkay: i kohanim avevano l’obbligo di versare il mezzo Sheqel, ma non li si pignorava. Dopo la distruzione del Tempio di Yerushalaim la Mitzwah di donare il machatzit ha-sheqel (mezzo siclo) non si è più potuta osservare. In ricordo della Mitzwah vi è oggi l’usanza di versare un’offerta alla vigilia di Purim prima di Minchah e comunque non oltre la lettura della Meghillah. Vi sono vari modi per calcolarne l’entità: il più semplice è versare tre volte metà dell’unità monetaria in corso nel paese in cui si vive (in Italia € 1,50) per ciascuno, in corrispondenza del fatto che nel brano della Torah che la prescrive (Shemot 30) la parola terumah (offerta) ricorre tre volte. Le donne e i minori fino a 13 anni (secondo alcuni fino a 20) sono esenti, ma è buon uso che il padre li versi per questi ultimi fino alla maggiore età. Il denaro così raccolto deve essere versato possibilmente a studiosi di Torah indigenti in Eretz Israel, perché è questa oggi la destinazione più vicina all’antico Bet ha-Miqdash, idealmente e geograficamente. Allorché si versa l’offerta si deve aver cura di pronunciare l’intenzione: zekher le-machatzit ha-sheqel (“in memoria del mezzo siclo”), dal momento che della Mitzwah originaria oggi serbiamo solo il ricordo.
“Shabbat Shalom” della Scuola Rabbinica Margulies Disegni di Torino
