(2/6/2019)
Cari Pini e Daniela,
oggi, Yom Yerushalaim, è un giorno di grande gioia per voi, per la nostra kehillà e per tutto il popolo di Israele. Il vostro matrimonio, che risale a due mesi fa, ci ha rallegrato e oggi abbiamo l’opportunità di festeggiarvi, come è giusto che sia.
In queste settimane che ci portano a Shavu’ot, come sapete, stiamo leggendo i Pirqè Avot. Nel V capitolo che abbiamo letto ieri, è detto:
כָּל אַהֲבָה שֶׁהִיא תְלוּיָה בְדָבָר, בָּטֵל דָּבָר, בְּטֵלָה אַהֲבָה. וְשֶׁאֵינָהּ תְּלוּיָה בְדָבָר, אֵינָהּ בְּטֵלָה לְעוֹלָם.
Qualunque amore dipenda da una determinata cosa, viene meno, non appena viene a mancare quella determinata cosa; invece l’amore che non dipende da alcuna cosa, non viene mai a mancare.
Un insegnamento simile si trova in due celebrate opere della filosofia greca, come il Simposio e l’Etica Nicomachea.
La Mishnà stabilisce un principio importante, che è evidentemente valido in ogni circostanza, e tanto più all’interno della vita di coppia. Mantenere il giusto equilibrio all’interno di una coppia è senz’altro difficile, dal momento che sovente i sentimenti, apparentemente puri, che caratterizzano all’inizio ciascuna unione vengono con il tempo inquinati da fattori esterni. E’ fondamentale, per affrontare le difficoltà, ricordare questi momenti iniziali, così come il Signore fa con il popolo ebraico, così come scritto nel libro di Yermihau (2,2):
כֹּה אָמַר יְהוָה זָכַרְתִּי לָךְ חֶסֶד נְעוּרַיִךְ אַהֲבַת כְּלוּלֹתָיִךְ לֶכְתֵּךְ אַחֲרַי בַּמִּדְבָּר בְּאֶרֶץ לֹא זְרוּעָה
Dice il Signore: Ho presente la benevolenza che Io avevo per te nella tua giovinezza, l’amore che Io ti portavo all’epoca delle tue nozze, il tuo seguirMi nel deserto, in terra non seminabile.
Ma non tutti i rapporti sono caratterizzati da questa purezza iniziale: la Mishnà porta come esempio di amore che dipende da una determinata cosa il desiderio che Amnon provava per Tamar. Spesso dei rapporti che nascono quando si è molto giovani presentano degli aspetti che con il passare degli anni conducono a un allontanamento fra i coniugi, ad esempio una minore attrazione fisica, che sono, in buona sostanza, la dimostrazione del fatto che non fosse un amore altruistico e disinteressato, quanto piuttosto un amore egoistico, volto al soddisfacimento di una propria brama; altri rapporti hanno delle basi più solide, tanto da non dipendere da nulla. Spesso vediamo questo amore in coppie che sono insieme da tanti anni: non è necessaria la vicinanza fisica, spesso non servono neppure le parole, basta uno sguardo. Le unioni non nascono quasi mai così: c’è sempre qualcosa, un’attrazione o degli interessi comuni, che portano due persone a unirsi, ma è possibile, con il tempo e l’impegno, trascendere e superare questo stadio. E’ molto difficile immaginare che vi sia un amore che non dipende da nulla, tanto che sia Platone che Aristotele negavano sostanzialmente questa eventualità, ma una coppia può raggiungere questa condizione nel momento in cui non necessita più di stimoli esterni, rafforzandosi reciprocamente, condividendo le proprie esistenze e, pur mantenendo la propria identità, fondendosi in un’unica entità. Cari Pini e Daniela, mi auguro che la vostra unione possa darvi tanta soddisfazione e gioia, e che possiate provare il secondo tipo di amore descritto dalla Mishnà, la gioia di stare insieme, per tanti e tanti anni felici. Mazal tov!
