“In principio Dio creò il cielo e la terra“. Rashì (Troyes, 1040-1105) nel suo commento alla Torà cita il Midràsh (Tanchumà, Bereshìt, 11) dove è scritto: “Disse r. Yitzchak: La Torà, che è un libro di leggi, avrebbe dovuto iniziare con il versetto «Questo mese sarà per voi il primo dei mesi»(Shemòt, 12:2), che costituisce il primo comandamento dato a Israele. Qual è dunque il motivo per cui inizia con la Creazione? La risposta è che se le nazioni del mondo dovessero dire a Israele: «Voi siete dei predoni, poiché vi siete appropriati delle terre delle sette nazioni di Canaan», gli israeliti potrebbero rispondere loro: «Il mondo intero appartiene al Santo, benedetto Egli sia. Egli lo ha concesso a chi ha voluto e, secondo la Sua volontà, lo ha tolto a loro per darlo a noi»”.
Il Nachmanide (Girona, 1194-1270, Acco) afferma che si potrebbe obiettare che fosse sí indispensabile iniziare la Torà con il racconto della Creazione, poiché esso rappresenta il fondamento della fede; chi ritiene che il mondo sia eterno nega un principio fondamentale della Torà. Egli risponde affermando che il processo della Creazione è un profondo mistero, non comprensibile dai soli versetti; e non può essere compreso senza la tradizione che risale a Moshè, il quale la ricevette direttamente dall’Onnipotente; e coloro che ne sono a conoscenza hanno l’obbligo di celarlo (TB, Chaghigà, 11b).
È per questo motivo, afferma il Nachmanide, che r. Yitzchak disse che non era necessario che la Torà iniziasse con la Creazione e con la narrazione di ciò che fu creato il primo giorno, di quanto avvenne il secondo e nei giorni seguenti. Tutto ciò, infatti, non può essere compreso appieno basandosi soltanto sui versetti. I credenti accetterebbero comunque l’affermazione generale contenuta nei Dieci Comandamenti: “Poiché in sei giorni l’Eterno fece il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che essi contengono, e si riposò il settimo giorno”(Shemòt, 20:11). Pertanto la conoscenza della Creazione verrebbe tramandata come tradizione risalente a Moshè, insieme alla Torà Orale.
Rabbi Yitzchak ne spiegò quindi la ragione. La Torà esordisce con il racconto della Creazione fino alla formazione dell’uomo; come la generazione del Diluvio fu completamente spazzata via dal mondo a causa del proprio peccato, mentre l’unico giusto tra loro, Noè con i suoi figli, fu salvato; come il peccato dei loro discendenti portò alla loro dispersione e come, in seguito, essi presero possesso di territori in base alle famiglie e alle nazioni di appartenenza (Bereshìt, 10:5). Stando così le cose, è giusto che un popolo, continuando a peccare, perda la propria terra a vantaggio di un altro popolo che ne erediti il territorio; tale è infatti la regola stabilita da Dio nel mondo fin dal principio (commento del Nachmanide a Bereshìt, 26:5). Ciò vale a maggior ragione per quanto narrato nelle Scritture riguardo a Canaan, il quale fu maledetto e condannato a una servitù perpetua (Bereshìt, 9:25). Non sarebbe stato dunque appropriato che Canaan ereditasse la terra d’Israele, la più pregiata del mondo civilizzato. Era invece appropriato che fossero i servi di Dio, la discendenza dell’amato Avraham (Yesha’yà, 41:8), ad ereditarla, come è scritto: “Diede loro le terre dei popoli, ereditarono la fatica delle genti, perché custodissero i suoi decreti e obbedissero alle sue leggi” (Salmi, 105:44-45). Questo significa che il Signore espulse coloro che si erano ribellati a Lui e vi insediò coloro che Lo servivano, affinché sapessero che, servendoLo, l’avrebbero ereditata; mentre, se avessero peccato contro di Lui, la terra li avrebbe espulsi, proprio come aveva espulso la nazione che li aveva preceduti (Vaykrà,18:28).
Rabbi Eli’èzer Ashkenazi che fu rav a Cremona (1513-1584), nella sua opera Ma’asè Hashem (Cap. 1) spiega che la Torà avrebbe potuto iniziare con la prima mitzvà del popolo d’Israele all’uscita dall’Egitto, inserendo il racconto della Genesi e le storie dei patriarchi nel libro di Shemòt (Esodo) dopo aver iniziato con “Questo è per voi il primo dei mesi…”. Il motivo per cui la Torà inizia invece con il racconto della Creazione è quello di dare la possibilità anche all’israelita meno colto di poter rispondere alle contestazioni delle genti. Tutti infatti conoscono il racconto della Creazione perché è all’inizio della Torà e tutti sanno che Dio ha creato il mondo. In questo modo è facile per tutti poter rispondere che il mondo appartiene al Creatore che ha dato la terra ha chi ha voluto.
