Nava Lisha, madre del sergente Dvir Lisha הי״ד, caduto nei combattimenti sulla spiaggia di Zikim, racconta a Canale 7 la nostalgia e il dolore e chiede che il 7 ottobre non venga ricordato soltanto come un fallimento e una tragedia: «È un giorno che racchiude un grande eroismo».
Chazki Baruch – inn.co.il 7.10.26, 9:59
Nava Lisha, madre del sergente Dvir Lisha ז״ל, caduto nei combattimenti del 7 ottobre e membro del Forum della Ghevurà, racconta in un’intervista a Canale 7 la nostalgia e il dolore che accompagnano la sua famiglia a tre anni dalla sua morte, e il modo in cui vorrebbe che il popolo d’Israele ricordasse quella giornata così drammatica.
Secondo Lisha, accanto alla tragedia e al prezzo altissimo pagato, il 7 ottobre non deve essere ricordato soltanto attraverso il fallimento e la devastazione. Chiede che al centro del ricordo venga posto anche l’eroismo dei combattenti che quella mattina uscirono per difendere i cittadini d’Israele.
«Questi giorni sono giorni complessi per noi, per le famiglie, ma non vorremmo che venissero ricordati come un fallimento o come una tragedia», ha detto Lisha. «I nostri figli, i nostri eroi che sono caduti in quei combattimenti, sono ragazzi eroici che, in un certo senso, hanno portato il nostro Paese da un abisso profondo a una grande rinascita».
Secondo Lisha, accanto al prezzo altissimo e al dolore, occorre sottolineare le manifestazioni di eroismo e gli sviluppi che sono seguiti alla guerra: «Questo giorno non è adatto a essere un giorno di lutto e di pianto. È un giorno che racchiude un grande eroismo, sono giorni in cui ci sono stati grandi miracoli».
«Il dolore e la perdita devono generare una nuova dimensione»
«Nonostante il terribile prezzo che noi, le famiglie, abbiamo pagato, non si può non vedere a quale rinascita abbia condotto questa guerra», ha aggiunto. «La nostra aspettativa, nei confronti di noi stessi e dell’intero popolo d’Israele, è quella di guardare alle cose in una prospettiva storica e comprendere che il terribile dolore è dolore, e anche la terribile perdita è una perdita che deve generare una dimensione più alta, una nuova dimensione».
Successivamente Lisha è stata interrogata sulle controversie politiche legate alla commemorazione del 7 ottobre. A suo giudizio, utilizzare questa giornata e i nomi dei caduti per finalità politiche è inappropriato.
«Cercare di sfruttare questi giorni per fini politici significa sminuirli profondamente. Non rende onore alla memoria dei nostri figli che sono caduti in questa campagna, figli che sono usciti per difendere il popolo d’Israele», ha detto. «È molto cinico utilizzare i loro nomi per attaccare politicamente questa o quella figura. Non è appropriato e non è degno».
Secondo Lisha, «ciò che ci aspettiamo dal popolo d’Israele è che sappia elevarsi e non scendere nella polemica».
Lisha ha chiarito che lei e la sua famiglia sostengono un’indagine approfondita sugli eventi del 7 ottobre, ma si oppongono a un meccanismo nel quale sia il sistema giudiziario a essere responsabile della nomina della commissione d’inchiesta.
«Anche noi vogliamo una commissione d’inchiesta, non meno di chiunque altro. Al contrario, vogliamo una commissione d’inchiesta estremamente approfondita, che esamini le cose alla radice», ha affermato.
«Per noi è importante che una commissione d’inchiesta di questo tipo non venga nominata da persone che a loro volta dovrebbero essere oggetto dell’inchiesta». Ha aggiunto che, a suo giudizio, il sistema giudiziario «ha una parte molto importante nella terribile negligenza che si è verificata qui», e per questo sostiene che debba essere istituito «un organismo al quale tutto il popolo d’Israele possa affidarsi, e deve essere un organismo nazionale».
«Oggi quella che viene definita commissione d’inchiesta statale è molto poco statale», ha affermato.
La nostalgia per Dvir
Verso la fine dell’intervista, Lisha ha raccontato la sua esperienza personale nel convivere con la nostalgia per il figlio, che diventa ancora più intensa con l’avvicinarsi delle festività del mese di Tishrì e di Simchat Torà.
«Durante tutto l’anno viviamo la nostalgia e il dolore, ma durante le feste tutto questo si intensifica», ha raccontato. «Comincia già con l’inizio del mese di Elul. È così che il peso sul cuore cresce sempre di più».
Eppure, accanto al dolore, secondo lei esiste anche la sensazione di partecipare a un periodo storico: «Insieme a questo c’è anche la forte sensazione che stiamo compiendo passi storici. Cerchiamo di non permettere che il dolore, l’assenza e la nostalgia colorino l’intero quadro».
Lisha ha concluso con un messaggio sulla memoria che desidera raccogliere dal figlio e dai combattenti caduti: «Aggrapparci all’eroismo di nostro figlio, dei nostri figli, di quelli che sono stati uccisi quel giorno e di quelli che hanno continuato ad avanzare e a combattere in seguito, e continuare la loro eredità, che è un’eredità di eroismo e di forza».
