Il Salmo di Sheminì ‘Atzeret (n. 12) contiene tre volte il riferimento ad un uso sbagliato di sefat (“labbra”), La ragione della scelta è spiegata dallo Zohar in funzione del fatto che il Satan, dopo aver parlato male di noi durante il periodo del Giudizio, ora finalmente tace. Possiamo interpretare questi riferimenti in funzione di tre trasgressioni che noi usualmente compiamo con la bocca. 1) La leshon ha-ra’ (“maldicenza”), ovvero parlar male delle persone per bene; 2) chanuppah (“adulazione”), ovvero parlare eccessivamente bene, soprattutto in pubblico, di persone che non lo meritano: comporta il rischio che chi ascolta prende queste persone come modello. Ya’aqov adulò suo fratello Esaù e ne abbiamo pagato le conseguenze; 3) il divieto di parlare durante la Tefillah. E’ proibito parlare la mattina fra Barukh she-Amar e lo Shemoneh ‘Esreh. Il Hallel comporta gli stessi rigori come se fossimo impegnati a leggere lo Shemà’. Quest’anno entrante 5780 si chiama in ebraico taw-shin-peh, anagramma di sefat. E’ l’anno “delle labbra”, in cui siamo chiamati particolarmente a correggere l’uso della ns. lingua.
