Levi Shaikevitz
Nel corso del Sèder, dopo aver concluso la lettura della Haggadà, si adempiono le mitzvòt di mangiare la matzà e il maròr. L’ordine è noto: prima si mangia la matzà, poi il maròr e infine entrambi insieme nel corèch.
Perché mangiarli separatamente e poi di nuovo insieme?
Per comprenderlo, occorre ricordare come avveniva la pratica quando esisteva il Bet HaMikdash. In quel periodo, insieme alla carne del korbàn Pesach (sacrificio pasquale) si mangiavano anche matzà e maròr. I Maestri discutono se questi elementi dovessero essere consumati necessariamente insieme oppure se ciò fosse soltanto facoltativo: secondo Hillèl era obbligatorio, mentre secondo i Chachamìm era una possibilità, non un obbligo[1].
Oggi, in assenza del Bet HaMikdash, anche Hillèl concorderebbe che matzà e maròr debbano essere mangiati separatamente. Il motivo è il seguente.
Quando il Bet HaMikdash era in piedi, sia l’obbligo della matzà sia quello del maròr erano deoraita, cioè di origine biblica. Per questo, pur avendo sapori diversi dal punto di vista fisico, potevano essere mangiati insieme: dal punto di vista halachico avevano infatti lo stesso livello. Essendo entrambi deoraita, non si annullavano né entravano in conflitto tra loro.
Si può comprendere ciò attraverso un’analogia: le due mani di uno stesso corpo sono diverse tra loro, ma non possono entrare in conflitto, poiché appartengono a un’unica realtà. Allo stesso modo, i due sapori della matzà e del maròr, pur differenti fisicamente, facevano parte dello stesso “corpo” halachico, quello delle mitzvòt bibliche.
Oggi, invece, la situazione è cambiata. L’obbligo di mangiare matzà rimane deoraita, mentre quello del maròr è derabanan, cioè di istituzione rabbinica. La Torà infatti comanda di mangiare il maròr insieme al korbàn Pesach[2]; venendo meno il sacrificio, dal punto di vista biblico verrebbe meno anche il maròr. I Chachamìm stabilirono tuttavia di continuare a mangiarlo, in ricordo del tempo del Bet HaMikdash.
La matzà, invece, è menzionata dalla Torà anche indipendentemente dal korbàn Pesach[3]; per questo il suo obbligo rimane biblico anche oggi.
Ne consegue che matzà e maròr appartengono ora a due livelli halachici differenti. Se venissero mangiati insieme, il gusto del maròr, che è derabanan, annullerebbe quello della matzà, che è deoraita.
Per questo motivo, anche secondo Hillèl — che al tempo del Bet HaMikdash richiedeva di mangiare tutto insieme — oggi, la matzà con la quale si adempie alla mitzvà, non può essere consumata insieme al maròr[4].
Riguardo alla matzà, dunque, Hillèl e i Chachamìm concorderebbero che essa va mangiata da sola.
Dopo aver mangiato la matzà e aver adempiuto all’obbligo biblico, come si deve mangiare il maròr?
Poiché il maròr viene consumato in ricordo di come veniva mangiato al tempo del Bet HaMikdash, dovrebbe essere mangiato nello stesso modo. Secondo Hillèl, quindi, esso deve essere accompagnato dalla matzà; diversamente non rappresenterebbe il ricordo del Bet HaMikdash e equivarrebbe semplicemente a mangiare erbe amare.
Ma quale sarebbe l’opinione dei Chachamìm?
A prima vista si potrebbe pensare che, poiché secondo loro anche in origine mangiare insieme i tre elementi era facoltativo, oggi si potrebbe passare direttamente al corèch dopo aver mangiato la matzà, soddisfacendo entrambe le opinioni: Hillèl, per cui è necessario, e i Chachamìm, per cui è comunque possibile. Perché allora si mangia prima il maròr da solo?
La risposta riprende il ragionamento precedente, ma in senso inverso.
Secondo i Chachamìm, al tempo del Bet HaMikdash mangiare insieme gli elementi era facoltativo. Tuttavia, allora tutti gli elementi erano deoraita e quindi non entravano in conflitto tra loro. Oggi, invece, la situazione è diversa: il maròr è derabanan, mentre la matzà che lo accompagnerebbe — dopo che si è già mangiato il primo kezayit di matzà e si è adempiuto all’obbligo deoraita — non è più obbligatoria bensì facoltativa – reshùt, dunque di livello halachico inferiore.
Per questo, secondo i Chachamìm, anche il maròr deve essere mangiato da solo; altrimenti la matzà che lo accompagna entrerebbe in conflitto con esso.
Secondo Hillèl, invece, la matzà che accompagna il maròr è anch’essa derabanan. Il maròr, infatti, deve richiamare esattamente la modalità del tempo del Bet HaMikdash, quando veniva mangiato obbligatoriamente insieme alla matzà. Un maròr senza matzà non realizzerebbe questo ricordo e sarebbe quindi incompleto.
| Situazione | Matzà | Maròr | Risultato |
| Al tempo del Bet HaMikdash | deoraita | deoraita | matzà e maròr non entrano in conflitto |
| Oggi | deoraita | derabanan | il gusto del maròr annulla quello della matzà |
| Matzà che accompagna il maròr | Chachamìm: reshùt | derabanan | il gusto della matzà annulla quello del maròr |
| Hillèl: derabanan | derabanan | matzà e maròr non entrano in conflitto |
Poiché la halachà non è stata stabilita in modo esclusivo secondo una sola opinione, si tengono in considerazione entrambe.
L’ordine è dunque il seguente:
- Si mangia la matzà da sola, secondo sia Hillèl sia i Chachamìm.
- Successivamente si mangia il maròr da solo, seguendo l’opinione dei Chachamìm.
- Infine si mangia il maròr secondo Hillel, cioè il corèch: matzà e maròr insieme.
Fonti: Talmùd Pessachìm 115a, Shulchàn ‘Arùch HaRav 475, 15-18. Haggadà con le spiegazioni del Rebbe di Lubavitch.
[1] Vi sono diverse opinioni riguardo alla natura della disputa tra i Chachamìm e Hillèl. L’interpretazione qui riportata segue quella dei Tossafòt.
[2] Bemidbàr 9, 11: “Nel secondo mese, il quattordicesimo giorno, al pomeriggio, lo prepareranno [il korbàn Pesach]; lo mangeranno con azzime ed erbe amare”.
[3] Shemòt 12, 18: “Nel primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, alla sera, mangerete azzime, fino al ventunesimo giorno del mese alla sera”.
[4] Questo punto permette di risolvere una difficoltà relativa a una versione della frase recitata prima di mangiare il corèch: “Così soleva fare Hillèl quando esisteva il Bet HaMikdash: metteva insieme [la carne del] korbàn Pesach, matzà e maròr e li mangiava insieme”. Poiché Hillèl visse esclusivamente durante il periodo del Bet HaMikdash, ci si potrebbe chiedere quale senso abbia specificare che egli agiva in questo modo “quando esisteva il Bet HaMikdash”.
Alla luce di quanto qui spiegato, il significato è il seguente: Hillèl agiva così proprio perché esisteva il Bet HaMikdash. In quella situazione, infatti, tutti gli elementi erano deoraita e potevano essere mangiati insieme. In assenza del Bet HaMikdash — e quindi senza il korbàn Pesach — anche Hillèl avrebbe concordato che non è consentito mangiarli insieme.
