Questa parashà inizia con le seguenti parole: “Se vi conducete secondo le mie leggi, se osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna daranno i loro frutti. La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino alla sementa; mangerete a sazietà il vostro pane, e abiterete in sicurtà il vostro paese. Io farò che la pace regni nel paese; voi vi coricherete, e non ci sarà chi vi spaventi; farò sparire dal paese le bestie nocive, e la spada non passerà per il vostro paese (Vaykrà, 26: 3-6).
R. Eliyahu Benamozegh (Livorno, 1823-1900) commenta: “mangerete a sazietà il vostro pane: il vostro pane sarà così buono che lo mangerete anche se sarete già sazi”.
Dopo tutte queste promesse di benedizioni, la Torà avverte il popolo d’Israele che se non osserveranno le mitzvòt saranno soggetti a tutta una serie di disgrazie e andranno in esilio. E alla fine succederà che la terra rimarrà desolata: “E ridurrò le vostre città in deserti, desolerò i vostri santuari, e non aspirerò più il soave odore dei vostri profumi. Desolerò il paese; e i vostri nemici che vi abiteranno, ne saranno stupefatti. E, quanto a voi, io vi disperderò fra le nazioni, e vi darò dietro a spada tratta; il vostro paese sarà desolato, e le vostre città saranno deserte. Allora la terra si godrà i suoi sabati per tutto il tempo che rimarrà desolata e che voi sarete nel paese dei vostri nemici; allora la terra si riposerà e si godrà i suoi sabati. Per tutto il tempo che rimarrà desolata avrà il riposo che non ebbe nei vostri sabati, quando voi l’abitavate” (ibid., 31-35).
R. ‘Ovadià Sforno (Cesena, 1475-1550, Bologna) commenta: “E ridurrò le vostre città in deserti: per mezzo del Re di Babilonia e dei suoi generali. Desolerò i vostri santuari: per mezzo di Nevuzaradan. (Nebuzaradan era il comandante della guardia di Nabucodonosor, incaricato della distruzione del Tempio e della deportazione del popolo di Yehudà). Vi disperderò fra le nazioni: quando andranno in Egitto dopo la distruzione del Bet ha-Mikdàsh. Vi darò dietro a spada tratta: la spada di Nabucodonosor vi raggiungerà in Egitto. Allora la terra si godrà i suoi sabati: si tratta degli anni sabbatici e dei giubilei (quando non avevano lasciato riposare la terra e invece l’avevano coltivata)”.
Rashì (Troyes, 1040-1105) citando il Midràsh Sifrà, commenta: “Desolerò il paese: questa è una cosa positiva per Israele; i nemici non troveranno soddisfazione nel paese perché rimarrà desolata senza abitanti”.
R. Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993, Boston) in Mesoras Harav (p. 229) commenta che la Terra d’Israele non può essere costruita da un popolo qualunque. Solo il popolo d’Israele ha la capacità di trasformarla in un paese abitato e a far fiorire una terra desolata. Questa promessa divina diventò un fatto miracoloso nella storia della Terra d’Israele durante vari periodi storici. Non dobbiamo dimenticare che la Terra d’Israele attrasse come una calamita le nazioni del mondo, musulmane e cristiane. Le crociate furono iniziate con lo scopo di conquistare la Terra d’Israele e di colonizzarla con popolazioni cristiane. Tutti gli sforzi delle crociate furono in vano. E perfino i musulmani che vi abitavano non riuscirono a svilupparla. Nessuna nazione riuscì a stabilre uno stato nella Terra d’Israele. Cambiò mani diverse volte, ma nessuno riuscì far fiorire l’agricoltura, l’industria e le scienze.
