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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Rav Riccardo Di Segni

Problemi halakhici dell’aborto

1975: Un referendum in Italia riapriva il dibattito sull'aborto e poneva gli ebrei davanti a un paradosso: la legge ebraica è più severa per i non ebrei che per gli ebrei stessi. Come votare alle urne?

Riccardo Di Segni, La Rassegna Mensile di Israel, vol. 41, no. 5-6 (May-June 1975): 290-295

In Italia spesso succede che problemi sociali importanti arrivano ad interessare l'opinione pubblica con notevole ritardo rispetto ad altri paesi occidentali; ma le strutture particolari della società italiana fanno assumere frequentemente a questi problemi aspetti del tutto nuovi. È il caso ora del problema dell'aborto che viene riproposto ufficialmente con una raccolta di firme per un referendum popolare contro la legge attuale. Questa come è noto consente l'aborto (intendo con questo termine l'interruzione della gravidanza dal concepimento al parto) soltanto per gravi motivi di salute della madre, con una posizione che è in pratica simile a quella prevalente nell'ambito della halakhà.

L'iniziativa popolare in Italia si propone, più precisamente, l'obiettivo della depenalizzazione del reato di aborto su donna consenziente. Secondo le osservazioni dei sostenitori dell'iniziativa, importanti anche dal punto di vista di una eventuale decisione halachica sul problema, l'attuale orientamento legislativo italiano deriva da una politica reazionaria di difesa della stirpe (e tale infatti è il titolo sotto il quale è contemplato il reato), ereditata da un codice fascista non ancora abolito, tra l'altro per le resistenze opposte dagli ambienti cattolici; per i quali, come è noto, l'interruzione della gravidanza non è consentita neppure quando esiste pericolo per la madre.

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