Rav Tamir Granot 2026-5787 – YouTube
Traduzione-adattamento editoriale ChatGPT

Che cosa fa un uomo di fede quando la sua fede e la sua responsabilità non sembrano conciliabili, quando è costretto a scegliere fra la fedeltà a Dio e il dovere di provvedere al destino che gli è stato affidato? La parashà di Chayè Sarà ci pone dinanzi proprio a questo dilemma attraverso la figura di Abramo. Sara è morta e la Torà ci dice: «Abramo era vecchio, avanti negli anni» (Genesi 24,1). Giunto, almeno nella propria consapevolezza, al termine della vita, Abramo sente il dovere di preoccuparsi del futuro e affida al suo servo, l'anziano della casa che amministra tutti i suoi beni, una missione decisiva: provvedere al matrimonio di Isacco. Gli ordina: «Metti la tua mano sotto la mia coscia e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, ma andrai nella mia terra e nella mia patria a prendere una moglie per mio figlio Isacco» (Genesi 24,2-4).
L'ordine riguarda il futuro stesso della missione di Abramo. Dio gli ha promesso che da lui nascerà una grande nazione, ma perché questa promessa possa realizzarsi Isacco deve sposarsi e fondare una famiglia. Il problema è che Dio ha condotto Abramo proprio nella terra di Canaan, mentre la cultura cananea viene presentata nella narrazione biblica come una cultura corrotta, segnata dalla dissolutezza e dall'idolatria. Già nella parashà di Noach, dopo l'episodio che coinvolge Cham e suo padre Noè, leggiamo: «Maledetto Canaan! Sia schiavo degli schiavi dei suoi fratelli» (Genesi 9,25). Per Abramo, dunque, sposare una Cananea non costituisce una possibilità accettabile; ma è proprio in Canaan che egli vive e che deve sorgere il popolo promesso.
La soluzione sembra semplice: cercare una sposa nella famiglia di origine di Abramo e condurla nella terra di Canaan. In questo modo Isacco potrà costruire la propria casa nella terra promessa senza fondare la nuova nazione sulla cultura cananea. Il servo, tuttavia, pone una domanda che mette in luce la difficoltà nascosta nel progetto: «Forse la donna non vorrà seguirmi in questa terra: dovrò allora ricondurre tuo figlio nella terra dalla quale sei uscito?» (Genesi 24,5). Egli distingue, in sostanza, tra ciò che si deve tentare in prima istanza e ciò che occorrerà fare se il piano fallirà. Se la donna rifiutasse di partire, Isacco dovrebbe scegliere tra la terra e la famiglia: andando da lei potrebbe sposarsi, ma abbandonerebbe la terra promessa; rimanendo in Canaan custodirebbe la terra, ma rischierebbe di non avere né una moglie né una discendenza. In entrambi i casi, un elemento essenziale della missione sembrerebbe compromesso.
