'Alcuni dovrebbero ricordare il proprio passato'. In esposizione fino a dicembre allo YIVO e al Center for Jewish History, l'opera dell'artista visivo Steve Marcus unisce influenze che vanno da Maimonide ai Grateful Dead
Cathryn Prince — Times of Israel - 26.7.2026
NEW YORK — Nell'agosto del 1969, mentre centinaia di migliaia di persone si riversavano al festival musicale di Woodstock, un rabbino di New York City si recò sul posto, sperando di entrare in contatto con gli hippie ebrei.
Al festival, il rabbino allestì un cartello con la scritta "P.O.T. — L.S.D." In piccolo, sotto, il cartello recitava: "Put on tefillin. Let's start davening" ("Metti i tefillin. Iniziamo a pregare"), riferendosi ai filatteri e alla preghiera ebraica.
L'artista visivo ebreo Steve Marcus sentì questa storia, forse apocrifa, mentre studiava in yeshiva. L'aneddoto ispirò un'illustrazione di Marcus raffigurante un uomo sorridente, con una Stella di David e i payot, che fa il segno di pace — un'immagine che riflette la fusione tra controcultura psichedelica e tradizione ebraica tipica di Marcus.
