Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Cultura ebraica a tutto campo

0 items - €0,00 0

Author page: Redazione

Un modesto studioso di Gerusalemme cambia il nostro modo di comprendere la dottrina della Kabbalà

L'opera di rav Yosef Avivi sulla dottrina segreta del Gaon di Vilna rivela i presupposti teologici dell'opposizione al chassidismo, e costituisce un ulteriore tassello nell'imponente progetto di uno studioso indipendente che sta trasformando le basi stesse della comprensione della Kabbalà

Aviad Markovich - Shabbat - Makor Rishon - 23.6.2026

Nel cuore di Gerusalemme vive e lavora uno studioso particolare di nome rav Yosef Avivi. Non insegna in nessun luogo: né nelle yeshivot né nel mondo accademico. Il suo titolo ufficiale è bibliografo e ricercatore di Kabbalà, ma da alcuni decenni se ne sta chiuso in casa a scrivere una serie di studi corposi di Torà. Non sarebbe esagerato affermare che i suoi libri abbiano cambiato le convenzioni su come si studia e si comprende la Kabbalà nelle ultime generazioni. Qual è la novità di Avivi? Indicherò qui due presupposti che caratterizzano il suo sguardo particolare e che attraversano come un filo rosso i suoi libri.

Il primo presupposto riguarda la personalità del mequbal. "Kabbalà", come suggerisce il nome stesso, indica una tradizione che passa di maestro in allievo. Avivi però vede nei mequbalim dei geni solitari che hanno operato da soli, quasi senza maestri, compagni o allievi. È solito dire che gli allievi non comprendono mai davvero il loro maestro, che esiste tra loro un corto circuito comunicativo inspiegabile che li porta a interpretare la dottrina del maestro contraddicendone l'intenzione originaria. La conclusione è inevitabile: per comprendere le parole del maestro occorre leggerle solo a partire da se stesse, ignorando le parole degli allievi. Così si possono riassumere le vicende della Kabbalà nelle ultime generazioni come una serie di rivoluzioni drammatiche, al centro di ciascuna delle quali si trova un singolo individuo: l'Ari ha-Qadosh, rav Moshe Chayim Luzzatto (il Ramchal), rav Kook. Questo presupposto è una reincarnazione della "teoria del grande uomo" (Great Man Theory) diffusa nel XIX secolo, secondo cui la storia dell'umanità non sarebbe altro che il racconto di eroi straordinari.

Read More