Lior Spiriton - Shomrim - 3.5.2026
Nonostante i tentativi di filtraggio e i severi avvertimenti dei rabbini, l'intelligenza artificiale è accessibile al pubblico haredì anche attraverso i sistemi di filtraggio più restrittivi. Gli haredim che si rivolgono ad essa con domande su fede, denaro, sessualità e arruolamento si trovano esposti a mondi nuovi che rischiano di erodere la tradizionale autorità rabbinica. Un reportage speciale di Shomrim*, disponibile anche su Mako.*
Illustrazione generata da Intelligenza Artificiale
"Sì, l'intelligenza artificiale sta entrando anche nel pubblico haredì, semplicemente perché è impossibile fermare una tecnologia del genere. È come quando hanno cercato di fermare internet… alla fine entra dalla porta, dalla finestra e dal balcone." (ChatGPT, in una conversazione con Shomrim)
Negli ultimi mesi, nei media haredim sono comparse titoli come "I ragazzi delle yeshivot dall'estero si sono riuniti per proteggersi dai pericoli della tecnologia e dell'IA" oppure "Nel chassidismo di Gur è stato pubblicato un appello risoluto contro l'uso dell'intelligenza artificiale". Dal punto di vista dei rabbini si tratta di una guerra iniziata troppo debolmente e troppo tardi.
L'intelligenza artificiale è penetrata in profondità e in silenzio nella società haredì, mentre a tutti gli attori coinvolti diventa chiaro quanto sia difficile, se non impossibile, impedirne l'accesso. Le aziende di filtraggio cercano di colmare il divario e di rimanere rilevanti per l'haredì che lavora — e che ha bisogno degli strumenti di IA per guadagnarsi da vivere — ma faticano a tener testa a una tecnologia che si sviluppa più rapidamente di qualsiasi meccanismo di controllo costruito attorno ad essa.
