Pensavamo di fare un regalo a Fabietto scegliendolo come Hatan Bereshit. Dopo mesi di preparazione, uno sforzo straordinario e una lettura indimenticabile, abbiamo scoperto che il regalo più grande lo aveva fatto lui a noi. Una storia di Torà, amicizia e gratitudine.
Jonathan Pacifici - Gerusalemme - Torah.it - 11 ottobre 2026
Ci sono persone alle quali pensiamo di fare un regalo, salvo scoprire, alla fine, che siamo noi ad aver ricevuto molto più di quanto abbiamo dato. È una sensazione che conosco, ma raramente l'ho provata con la stessa intensità di questo Shabbat Bereshit, alla Scola Tempio di Gerusalemme.
Quest'anno abbiamo scelto come Hatan Bereshit Fabio Sonnino, Fabietto per tutti noi. Fabio è disabile e vive in sedia a rotelle. È una persona alla quale vogliamo molto bene e ci sembrava bello affidargli l'onore di inaugurare il nuovo ciclo di lettura della Torà. Sapevamo che per lui sarebbe stata una sfida importante, ma forse non avevamo compreso fino in fondo quanto lavoro, quanta determinazione e quanta inventiva sarebbero stati necessari.
Fabio si è preparato per mesi insieme all'amico Gianni Di Porto. Chi ha letto la Torà sa quanto sia importante il ruolo del segan, che segue la lettura e aiuta il lettore a orientarsi nel testo attraverso i segni convenzionali. Per Fabio, però, seguire quei segni nel modo abituale è particolarmente difficile. Così, insieme a Gianni, ha sviluppato un sistema tutto loro: Gianni gli avrebbe trasmesso le indicazioni attraverso piccoli segnali sulla spalla.
