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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Redazione

I commentatori della Bibbia 6 – Rashì parte III: La concezione etica ed educativa

Dott.ssa Avigail Rock z.l. – Beit Midrash Virtuale – Yeshivat Har Etzion 11.8.2014

A. Rashì come educatore

Nella lezione precedente abbiamo affrontato la questione se Rashì interpretasse i testi biblici esclusivamente quando incontrava una difficoltà nella loro comprensione, e soltanto allo scopo di chiarire il significato dei versetti, come sosteneva con grande convinzione la professoressa Nechamà Leibowitz, seguendo l’impostazione di alcuni commentatori di Rashì; oppure se egli si sentisse investito non soltanto del compito di spiegare la Scrittura, ma anche della responsabilità di educare la comunità e trasmettere insegnamenti attraverso l’interpretazione della Torà, ogni volta che se ne presentasse l’occasione, come ritengono numerosi studiosi moderni della sua opera.

Abbiamo osservato che la prima impostazione obbliga lo studioso a individuare, in ogni versetto commentato da Rashì, la difficoltà esegetica che egli avrebbe inteso risolvere. Tuttavia, pur con tutta la buona volontà di ricercare problemi e anomalie nel testo biblico, sembra che in alcuni casi non si possa evitare di riconoscere che Rashì non avesse necessariamente incontrato una vera e propria «difficoltà» nel versetto, ma che fosse piuttosto il desiderio di educare i suoi contemporanei, di formare la loro visione del mondo e di orientarne la condotta, a indurlo a proporre un’interpretazione midrashica.

Sia che accettiamo la prima posizione, secondo cui la scelta di riportare i Midrashim dei Maestri risponde esclusivamente a una finalità esegetica, sia che aderiamo alla seconda, che attribuisce ai commenti anche un’intenzione etica ed educativa, non vi è dubbio che Rashì, consapevolmente o meno, sia stato uno dei più grandi artefici dell’educazione ebraica nel corso delle generazioni. Possiamo affermare che egli abbia contribuito direttamente, e in misura considerevole, alla formazione del patrimonio morale ed educativo del popolo d’Israele; forse potremmo persino spingerci a sostenere che, sotto questo aspetto, la sua influenza sia stata ancora maggiore di quella esercitata nel campo strettamente esegetico.

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