Le stesse istituzioni che ci hanno traditi ci hanno restituito a noi stessi. E per la prima volta in duemila anni, il tradimento non ci lascia senza una casa. Le generazioni precedenti potevano solo sognare quello che abbiamo noi
Ben Freeman - Tabletmag - 14 Luglio 2026
Da tre anni assistiamo all'esplosione dell'odio antiebraico nei campus universitari, online, all'interno dei movimenti politici e tra persone che un tempo chiamavamo amici. Istituzioni che abbiamo contribuito a costruire, finanziare, nei cui consigli abbiamo sedduto, ci hanno voltato le spalle e ci hanno mostrato esattamente di cosa erano fatte: incubatori di un odio antico, ora rivestiti di gergo nuovo. Molti di noi si sentono traditi e disorientati.
Ma invece di crogiolarci nella tristezza, riconosciamo che questi tradimenti ci offrono un'informazione. Queste istituzioni non sono sempre state marce; qualcosa in esse è cambiato nell'ultimo decennio: il principio è stato scambiato con il comfort dei donatori, gli standard con gli slogan, lo scrutinio con la sensazione più facile di stare dalla parte giusta di un hashtag. Il 7 ottobre non ha creato quel marciume. È stata la tempesta che ha colpito nel momento esatto in cui lo scafo aveva già ceduto, e il mondo intero ha potuto vedere quali vascelli erano ancora in grado di navigare. Il nostro è affondato per primo, perché marciva già da anni. Gettarci in mare è stato semplicemente il modo in cui hanno cercato di sopravvivere ancora un po'.
