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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Redazione

Gli ebrei che votarono per Hitler

Che cosa succede quando i membri di una comunità minoritaria affidano il proprio destino a un leader politico che li disprezza

Timothy W. Ryback - The Atlantic - 25 agosto 2026

Illustrazione di Colin Hunter. Fonti: per gentile concessione del Leo Baeck Institute; Print Collector / Getty.

LA SERA DEL 5 FEBBRAIO 1930 il critico d’arte e di teatro Paul Fechter salì sul podio davanti alla Lega degli ebrei nazionalisti tedeschi, a Berlino, per discutere del presunto controllo ebraico della stampa e delle arti nel Paese. «Quando il dottor Max Naumann mi invitò a tenere una conferenza nel vostro circolo, accettai piuttosto impulsivamente», esordì Fechter. «Quando poi mi disse l’argomento che desiderava affrontassi, la mia reazione immediata fu: Santo cielo! Non si sarebbe potuto trovare un argomento migliore per rendersi profondamente impopolari e inimicarsi tutti i presenti.»

Per troppo tempo, disse Fechter, la gente era stata troppo «timida, timorosa, prudente» per parlare apertamente degli ebrei. Fechter, redattore del quotidiano conservatore Deutsche Allgemeine Zeitung, non usava mezzi termini. Il popolare umorista ebreo Kurt Tucholsky, sosteneva, aveva insultato il popolo tedesco con il suo recente libro Deutschland, Deutschland über alles, una satira corrosiva sull’esercito, la polizia, la pubblica amministrazione, l’inno nazionale e perfino sul Sekt, un popolare vino spumante.

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