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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Redazione

“Gli israeliani possono fuggire da Israele, ma non dal loro destino ebraico”

La scomparsa di Mali e Liel Yahalomi invita a riflettere sul desiderio di molti israeliani di fuggire all’estero e sul perché, alla fine, il richiamo della patria potrebbe riportarli a casa.

Stewart Weiss - Jerusalem Post - 30 agosto 2026

La recente e misteriosa scomparsa di madre e figlia, Mali e Liel Yahalomi, ha tenuto Israele con il fiato sospeso per più di una settimana. Tutti si chiedevano: dove sono finite? Sono state rapite? Sono morte e abbandonate in qualche luogo remoto, vittime dell’ennesimo crimine antisemita?

Gli israeliani amano le storie piene di suspense – e più sono sordide, meglio è – forse perché per qualche ora ci permettono di distrarci e di allontanarci dalle notizie ben più drammatiche e angoscianti con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Una delle tante teorie circolate sosteneva che Mali fosse fuggita con ingenti somme di denaro sottratte alla Bank of Jerusalem, dove lavorava.

Le voci si diffusero a tal punto che persino le azioni della banca subirono un calo, perché gli investitori temevano una corsa agli sportelli.

Probabilmente ricordavano lo scandalo del 2002, quando Eti Alon, vicedirettrice degli investimenti della Trade Bank di Tel Aviv, sottrasse in cinque anni più di 65 milioni di dollari – oltre 250 milioni di shekel – per coprire gli enormi debiti accumulati dal fratello Ofer Maximov con il gioco d’azzardo illegale.

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