All’inizio della benedizione di Moshè al popolo d’Israele, egli disse: “Il Signore venne dal Sinai e sorse per loro dal Se’ir, apparve dal monte Paran, venne da Rivevòt Kòdesh…” (Devarìm, 33:2). Rashì (Troyes, 1040-1105) cita parzialmente il Midràsh Sifrì (343:6) che è molto ricco di commenti su questo versetto.
Quando il Santo, Benedetto Egli sia, Si rivelò per dare la Torà a Israele, non parlò loro in una sola lingua. Piuttosto, [parlò] in quattro lingue, come è detto: “Il Signore è venuto dal Sinai” (Devarìm, 33:2), cioè la lingua ebraica. “È sorto per loro da Se’ir”, cioè la lingua di Roma. “È apparso dai monti di Paran”, cioè la lingua araba. “Venne da Rivevot-Kodesh“, cioè la lingua aramaica. Un’altra interpretazione: “Il Signore venne dal Sinai”; quando il Santo, Benedetto Egli sia, Si rivelò per dare la Torà a Israele, non Si rivelò soltanto a Israele, bensì a tutte le nazioni.
Dapprima si rivolse ai discendenti di Esaù [cioè Roma], chiedendo loro: “Accetterete la Torà?”. Essi chiesero: “Cosa vi è scritto?”. Egli rispose: “Non uccidere” (Shemòt, 20:13). Dissero: “La natura stessa di questo popolo, come quella del suo capostipite, è l’omicidio! Poiché è detto: Ma le mani sono le mani di Esaù (Bereshìt, 27:22). E ancora: Vivrai per mezzo della tua spada (Bereshìt, 27:40)”. Si rivolse ai discendenti di Ammon e Moav, chiedendo loro: “Accetterete la Torà?”. Essi chiesero: “Cosa vi è scritto?”. “Non commettere adulterio” (Shemòt, 20:14). Dissero: “La natura stessa di questo popolo è contaminata dall’incesto! Poiché è detto: E le due figlie di Lot concepirono dal loro padre (Bereshìt, 19:36)”. Si rivolse ai discendenti di Ismaele, chiedendo loro: “Accetterete la Torà?”. Essi chiesero: “Cosa vi è scritto?”. Egli rispose: “Non rubare” (Shemòt, 20:15). Dissero: “La natura stessa di questo popolo, come quella del suo capostipite, è il banditismo. Poiché è detto: E sarà un uomo come un asino selvatico (Bereshìt, 16:12)”. E, allo stesso modo, si rivolse a ogni singola nazione, chiedendo se avrebbero accettato la Torà. Come è detto: “E tutti i regni della terra Ti renderanno omaggio, quando avranno udito le parole della Tua bocca” (Tehillìm, 138:4). Si può forse dire che l’avessero già udita e accettata? Il profeta afferma: “E agirò con ira, furore e vendetta contro le nazioni che non obbediscono” (Mikhà, 5:14). Non bastava che non avessero obbedito; non furono nemmeno in grado di osservare i sette comandamenti che i discendenti di Noè avevano accettato su di sé, prima di rifiutarli. Quando il Santo, Benedetto Egli Sia, vide questa situazione, la donò a Israele.
Su un dialogo tra il Signore e i popoli della terra vi è anche un passo nel Talmud Babilonese (‘Avodà Zarà, 2b) dove è detto: “Il Talmud riprende la narrazione del giudizio futuro. Per primi si presentano i rappresentanti dell’Impero Romano. Il Santo, Benedetto Egli Sia, disse loro: “Di cosa vi siete occupati?”. Essi risposero: “Sovrano dell’Universo, abbiamo istituito molti mercati, costruito molte terme e accumulato grandi quantità d’argento e d’oro. E abbiamo fatto tutto ciò esclusivamente per il bene del popolo ebraico, affinché fosse libero di dedicarsi allo studio della Torà”.
Il Santo, Benedetto Egli Sia, disse loro: “Sciocchi! Cercate forse di ingannarmi? Tutto ciò che avete fatto, l’avete fatto per i vostri interessi. Avete istituito mercati per collocarvi prostitute; avete costruito terme per il vostro piacere; e quanto all’argento e all’oro che sostenete di aver accumulato, essi appartengono a Me, come è detto: Mio è l’argento e Mio è l’oro, dice il Signore degli eserciti (Haggay, 2:8)”.
Poi venne l’Impero Persiano: Il Santo, Benedetto Egli sia, disse loro: “Di cosa vi siete occupati?” Ed essi risposero: “Signore dell’Universo, abbiamo costruito molti ponti, conquistato molte città e combattuto molte guerre. E abbiamo fatto tutto ciò esclusivamente per il bene del popolo ebraico, affinché potesse dedicarsi allo studio della Torà”. Il Santo, Benedetto Egli sia, dice loro: “Tutto ciò che avete fatto, l’avete fatto per i vostri interessi. Avete costruito ponti per riscuotere tributi da chiunque li attraversasse; avete conquistato città per impiegare i loro abitanti in lavori forzati; quanto alle guerre, sono Io a combatterle e il vostro successo proviene da Me, come è detto: Il Signore è un guerriero (Shemòt, 15:3). Non c’è nessuno tra voi che possa affermare di aver studiato questa Torà? Come è detto: ‘Chi tra loro può dichiarare questo?’ (Yesha’yà, 43:9)”. Così anche i rappresentanti dell’Impero Persiano se ne andarono di fretta, delusi. Uno scambio analogo avvenne con ogni nazione.
