“Non avrai nella tua borsa due pesi, uno grande e uno piccolo. Non avrai in casa due misure, una grande e una piccola. Terrai pesi esatti e giusti, terrai misure esatte e giuste, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che l’Eterno tuo Dio, ti dà. L’Eterno tuo Dio detesta chiunque faccia quelle cose e commette iniquità. Ricordati di quello che ti fece Amaleq, durante il viaggio, quando uscisti dall’Egitto…” (Deuteronomio 25:13-17).
Il brano della Torah di questa settimana, si conclude con due mitzwoth che, a prima vista, sembrano del tutto scollegate. La prima è quella di usare pesi e misure onesti negli affari. La Torah proibisce severamente di ingannare i clienti, manomettendo bilance e altri strumenti per far pagare di più. A questo comando segue la mitzwah di ricordare l’attacco proditorio e immotivato di Amaleq contro i figli d’Israele appena usciti dall’Egitto, con l’obbligo annesso di cancellare il ricordo di Amaleq.
Rabbi Shelomoh Ytzchaqy (Rashy, 1040-1105), commenta questi versi basandosi sul Midrash e scrive che queste due mitzwoth sono in realtà strettamente correlate: “Se menti riguardo a pesi e misure, allora devi preoccuparti della provocazione del nemico”. La Torah elencherebbe una dopo l’altra queste due mitzwoth, per avvertirci che la punizione per la trasgressione del precetto di usare pesi e misure onesti, è quella di essere attaccati da nemici come Amaleq.
Tuttavia, quando Rashy commenta l’episodio dell’attacco di Amaleq nel libro dell’Esodo (cap. 17), sembra dare una lettura diversa. L’arrivo di Amaleq (17:8) segue gli eventi accaduti nella località di Refidim (17:1-7), quando i figli d’Israele si lamentarono pesantemente contro Mosè per la mancanza d’acqua, che miracolosamente poi arrivo. Quella località fu chiamata “Massa e Meriva a motivo della contesa dei figli d’Israele e perché avevano tentato l’Eterno, dicendo: È l’Eterno in mezzo a noi, o no?”. Rashi spiega che fu a causa di questa mancanza di fiducia, del dubbio sulla presenza e la cura di Dio, arrivò Amaleq ad attaccarli. Siamo allora davanti a una possibile incongruenza nelle parole del commentatore di Troyes, che da una parte definisce l’attacco di Amaleq come punizione per il peccato di disonestà negli affari e dall’altra per la mancanza di fiducia in Dio dei figli d’Israele.
Rav Shimon Schwab (1908-1995), spiegò come non ci fosse alcuna incongruenza tra i commenti di Rashy e che in realtà erano le due facce di una stessa moneta. Il Talmud nel trattato (Shabbat 31a) insegna che a ogni persona, dopo aver lasciato questo mondo, verranno poste tre domande, una delle quali è “nasata wenatata beemuna? / hai gestito i tuoi affari con fiducia?”. Questa domanda, rappresenta la possibilità di riflettere sul nostro comportamento e vedere se abbiamo gestito i nostri affari finanziari onestamente, in modo affidabile, senza ingannare o fuorviare le persone. Rav Schwab ha osservato inoltre che la parola “beemuna” è usata dai saggi proprio per sottolineare che la vera onestà comportamentale è legata alla piena fiducia/emuna nel Signore.
Se una persona ha fiducia/emuna nel Signore e crede fermamente che, a prescindere dai suoi sforzi, non riceverà mai più o meno di ciò che Dio ha deciso che gli spetta, allora gestirà naturalmente i suoi affari onestamente. Chi ha fiducia/emuna, comprende che, a lungo termine, non si può ottenere alcun beneficio da guadagni illeciti. Se crediamo in Dio, allora crediamo che avremo sempre esattamente ciò che Lui ci dona e che se otteniamo denaro, o altri beni, in modi che Egli proibisce, come ad esempio attraverso la disonestà, alla fine li perderemo. Chi ha fiducia/emuna, non cercherà mai di imbrogliare per guadagnare, perché crede che il suo sostentamento dipenda unicamente da Dio che lo ricompenserà per ogni sacrificio compiuto per amore della sua osservanza di ciò che Il Signore comanda.
Ecco che le osservazioni di Rashy non sono affatto contraddittorie. Amaleq arriva come punizione per la mancanza di fiducia/emuna e, per la stessa ragione, arriva come punizione per aver falsificato pesi e misure, per aver ingannato le persone negli affari. Sono due facce della stessa moneta. Comprstiamoci nella nostra vita con vera fiducia/emuna, in modo da non essere nemmeno tentati, o da non avere neanche un fugace pensiero, di “prendere scorciatoie” o fare qualcosa di minimamente immorale. Rafforziamo la nostra convinzione che senza fiducia/emuna abbiamo tutto da perdere e che abbiamo tutto da guadagnare nell’osservare le mitzwoth della Torah, Shabbat Shalom.
