Non è lecito aprire un Sefer Torah senza valido motivo. È pertanto opportuno non esibire a turisti e visitatori il Sefer Torah che si trova nell’Aron ha-Qòdesh del BhK, persino se si trattasse di personalità di riguardo. Si può essere facilitanti solo se il diniego dovesse effettivamente suscitare grave disappunto, a condizione che il correligionario che fa da guida nell’aprire il Sefer Torah vi legga almeno un versetto, cosicché l’apertura non sia stata inutile.
È lecito donare un Sefer Torah a condizione che sia adoperato: ovvero sia destinato a un Minyan che vi legga regolarmente. Se ciò è improbabile è come se lo destinassimo direttamente alla ghenizah (ripostiglio) e ciò non è dignitoso per la sua qedushah. C’è anche il rischio che affidandolo a mani inopportune non venga trattato con il dovuto riguardo.
È lecito entrare in bagno avendo in tasca un libretto di qòdesh stampato, anche in ebraico. Il permesso va tenuto presente in quei casi in cui il libretto potrebbe andare perduto o rovinato, qualora si voglia essere più rigorosi e si preferisca lasciarlo fuori.
È lecito stampare e inviare inviti e partecipazioni di nozze o Bar Mitzwah con frasi scritte in ebraico, persino con la stessa grafia del Sefer Torah, dal momento che non si tratta di manoscritti. Si richiede però ai destinatari di trattarli con il dovuto riguardo e di non cestinarli nell’immondizia. La soluzione migliore è destinarli alla ghenizah.
È lecito scrivere ב”ה (Be-’ezrat Ha-Shem, “con l’aiuto del Nome”) in testa a una lettera o a un documento, sebbene il foglio sia destinato a essere cestinato. Ciò perché la sigla si limita ad accennare il Nome di D. (una valida alternativa è scrivere בס”ד Be-Si’atà di-Shmayà), “con l’aiuto del Cielo” in aramaico – dal momento che questa sigla non contiene alcuna lettera del Nome: N.d.T.).
Mentre si studia un testo sacro è lecito prendere appunti tenendo il foglio di scrittura sul libro aperto o addirittura scrivendo a margine della pagina stessa: essendo finalizzato allo studio e alla memorizzazione, il gesto non è considerato irriguardoso.
Messaggi vocali che contengano versetti o Nomi Divini possono essere cancellati allo scopo di essere riutilizzati per registrare altre parole di Torah al loro posto. Tutti concordano che è proibito sedersi sulla stessa panca sulla quale sia posato un Sefer Torah. Nel caso di libri sacri stampati c’è invece discussione: gli ashkenaziti sono più rigorosi, mentre i sefaraditi sono più facilitanti. Se però si tratta di una panca sufficientemente lunga e divisa per assi, in modo di non sedersi sulla stessa asse che ospita i libri, è permesso a tutti anche se le assi si trovano alla stessa altezza.
“Shabbat Shalom” della Scuola Rabbinica Margulies Disegni di Torino
