Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Cultura ebraica a tutto campo

0 items - €0,00 0

Author page: Marco Del Monte

’Èkev. Dalla testa al tallone

La Parashat Ekev si apre con le parole “Vehayà ekev tishmeun”, “E avverrà, in conseguenza del fatto che ascolterete”. La parola ekev indica ciò che viene alla fine, la conseguenza, ma significa anche “tallone”. Rashi utilizza proprio questo significato e spiega che la Torah allude alle mitzvot considerate leggere, quelle che talvolta l'uomo tende a “calpestare con il proprio tallone”. Il tallone ci riporta inevitabilmente a Yaakov Avinu, che nasce con la mano che afferra il tallone di Esav. Il Kli Yakar legge in questo gesto qualcosa che va ben oltre l'episodio della nascita: Esav avrebbe disprezzato la primogenitura come una cosa che si calpesta con il tallone, mentre Yaakov afferra proprio ciò che Esav disprezza. E così, aggiunge il Kli Yakar, Yaakov afferra e osserva quelle mitzvot leggere che gli uomini tendono a calpestare. Esav rappresenta così l'uomo che guarda ciò che appare immediatamente grande; Yaakov sa trovare grandezza anche nelle piccole cose. Non a caso il Ben Ish Chai vede nel nome Yaakov la lettera yud unita alla parola ekev: la dimensione più elevata deve riuscire a raggiungere persino il tallone. Allo stesso tempo, il nome Yisrael richiama il rosh, la testa. Nei due nomi del Patriarca che darà il nome al popolo ebraico troviamo così un movimento spirituale completo: aspirare alle altezze della testa senza mai trascurare ciò che si trova all'altezza del tallone.

Read More