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Cultura ebraica a tutto campo

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Author page: Marco Del Monte

Vayerà. La tappa degli angeli

La Parashat Vayerà si apre con un episodio straordinario: «Il Signore apparve ad Avraham presso le querce di Mamrè, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda, nel calore del giorno». Avraham alza gli occhi, vede tre uomini, corre loro incontro e li invita a fermarsi per ricevere acqua, riposo e nutrimento.

Rabbì Menachem Menashe, nella sua opera Ahavat Chayim, propone una lettura sorprendente di questo episodio, trasformando ogni particolare del racconto in un insegnamento sul destino dell’anima dopo la morte. Il maestro parte da una domanda: perché la Torà precisa che Avraham sedeva all’ingresso della tenda proprio nel calore del giorno? Secondo la sua interpretazione, il calore del giorno allude al giorno del grande giudizio dell’uomo, quando l’anima si separa dal corpo. La tenda rappresenta il corpo, dimora temporanea dell’anima, mentre Avraham, seduto al suo ingresso, rappresenta l’uomo giunto al termine della propria esistenza o anche l’anima che aspetta per salire infatti dopo è scritto che Avraham alza gli occhi e vede tre uomini. Chi sono questi tre personaggi? Rabbì Menachem Menashe li interpreta come tre angeli incaricati di accogliere l’anima e di esaminare le azioni compiute durante la vita. Non sono semplici visitatori: rappresentano il momento nel quale l’uomo deve rendere conto del proprio operato (Ahavat Chayim, Parashat Vayerà, p. 64). Ed è proprio qui che il maestro introduce una riflessione particolarmente significativa.

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