Nella Parashà di Vaychì, Yaakov inizia ad impartire la sua benedizione ai suoi dodici figli concentrandosi su Reuven, il suo primogenito, criticandolo per i suoi errori passati e sottolineando come le sue azioni avventate gli siano costate care: "Reuven, tu sei il mio primogenito, la mia potenza e il primo della mia forza, l'epitome della nobiltà e l'epitome della potenza. Instabile come l'acqua, non hai l'eccellenza, perché sei salito sul letto di tuo padre, poi lo hai profanato; lui è salito sul mio giaciglio. (Bereshit 49:3-4). Yaakov qui fa riferimento ad un episodio accaduto molti anni prima, in cui Reuven sembrò in effetti aver giaciuto con Bilà, una delle mogli di Yaakov. Ora, sebbene comprendiamo che Reuven in realtà non peccò esattamente nel modo in cui il versetto sembra descrivere l'accaduto, aveva comunque commesso un grave errore per il quale viene ora criticato da suo padre.
Apparentemente Reuven, a causa delle sue azioni, sembra aver perso tre grandi doni: la bechorà (diritto ai privilegi del primogenito), la kehunà (sacerdozio) e il malchut (regalità). Questi sono i vari punti a cui fa riferimento Yaakov al figlio maggiore. Esaminiamoli più da vicino.
