C‘è chi arriva a sostenere che «bisognerebbe espellere tutti gli ebrei dall’Italia». Questa opinione ricorda tristemente l’epoca fascista, essa è pari a più del 14% della popolazione adulta, svariati milioni di individui
Renato Mannheimer – Italia Oggi – 26/01/2026
Martedì 27 gennaio si celebra la “giornata della memoria”. Come si sa, si tratta di una ricorrenza creata per ricordare lo sterminio degli ebrei e di altre minoranze etniche durante il nazismo. Questo evento appare particolarmente importante oggi, anche perché si è ricominciato a parlare con insistenza della diffusione dell’antisemitismo nel nostro e in altri paesi. In effetti, molte fonti e centri di studio (ricordiamo in particolare la rassegna puntualmente fornita dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano) hanno mostrato come gli episodi di antisemitismo nel nostro paese siano fortemente cresciuti in questi anni, naturalmente anche in concomitanza con il conflitto in Medio Oriente.
Di fronte a questa situazione, sono state presentate di recente in Parlamento diverse proposte di legge volte a combattere l’antisemitismo e le sue manifestazioni, non senza polemiche e contrasti all’interno delle coalizioni politiche specie nel centrosinistra e in particolare nel Pd. Ma ci si può domandare, al di là degli episodi concreti di antisemitismo, quanto questo atteggiamento sia diffuso nel nostro paese: vale a dire, in altre parole, se e quanto sia popolare in Italia un sentimento di per sé negativo verso gli ebrei.
Misurare il livello di antisemitismo è una operazione assai ardua: si tratta infatti di uno stato d’animo che può stare nel profondo di un certo numero di persone e può essere esplicitato in varie forme e in vari momenti. Ciò nonostante, l’istituto Eumetra ha tentato di stimare approssimativamente la presenza di un “sentiment” negativo contro gli ebrei, ponendo ad un campione rappresentativo della popolazione italiana una serie di quesiti relativi a questi ultimi. Si tratta, come si è detto, di una misura certamente imprecisa, dato che è complesso sondare attraverso un questionario un sentimento che può essere recondito e più o meno profondo.
I dati che emergono dalla ricerca possono essere tuttavia di un certo interesse per dare una prima dimensione quantitativa del fenomeno dell’ostilità verso gli ebrei in questo momento in Italia. Una prima domanda riguardava l’atteggiamento di simpatia, antipatia o indifferenza verso gli ebrei: non si tratta evidentemente di antisemitismo in senso proprio, in quanto possiamo considerare una persona o un’intera popolazione antipatica, senza tuttavia odiarla o discriminarla e senza necessariamente approvare atteggiamenti discriminatori.
È tuttavia interessante notare come una quota significativa della popolazione italiana consideri “molto” o “abbastanza” antipatici gli ebrei: nel complesso si tratta del 17% dell’elettorato, corrispondente dunque a quasi un italiano su cinque. Questo atteggiamento di generica ostilità è presente tra i votanti per tutti i partiti politici, ma appare più frequente tra quelli di Fratelli d’Italia (21,4%) e, specialmente, tra quelli del Movimento 5 Stelle, dove supera un quarto dei votanti. L’antipatia per gli ebrei si rileva in misura maggiore tra i maschi (23%) rispetto alle femmine (11%): ed è significativo trovare una accentuazione tra i giovani sotto i 35 anni (20%). Ancora, è un atteggiamento più frequente tra le classi meno agiate, in particolare gli operai.
Una successiva domanda chiedeva l’accordo o meno alla frase seguente: «gli ebrei in Italia esagerano a ricordare le stragi naziste». In questo caso, la quota di chi si dichiara d’accordo risulta maggiore (27%) ed è significativo che ancora una volta questa convinzione venga ribadita con una enfasi più accentuata dai più giovani, tra i quali raggiunge il 32%.
Se poi si lega il giudizio nei confronti degli ebrei al conflitto in corso in Medio Oriente, i giudizi negativi, come era prevedibile, salgono notevolmente. Ad esempio, addirittura metà degli italiani (49,4%) appare d’accordo col pensare che «gli ebrei hanno fatto ai palestinesi quello che hanno fatto loro i nazisti». Si tratta, ad avviso di chi scrive, di una affermazione radicalmente sbagliata e storicamente aberrante, ma ciò non toglie che sia estremamente popolare. In particolare, ancora una volta, questa convinzione risulta presente in misura maggiore nell’elettorato dei 5 Stelle è condivisa da quasi due votanti pentastellati su tre (64,6%).
Il conflitto in Medio Oriente ha portato anche ad un atteggiamento di sospetto verso tutti gli ebrei indiscriminatamente: quasi metà della popolazione (47,8%) è convinta infatti del fatto che «Gli ebrei che abitano nel nostro paese pensano prima a Israele che all’Italia», mostrando di ritenere l’esistenza di due “lealtà nazionali” diverse e contrapposte da parte degli ebrei italiani, nella quale quella verso Israele ha il predominio (questa convinzione è particolarmente diffusa tra gli elettori della Lega ove è condivisa da più di due terzi (67,4%). Proprio per questo, c’è chi arriva a sostenere che «bisognerebbe espellere tutti gli ebrei dall’Italia». Questa opinione, che ricorda tristemente l’epoca fascista, appare comunque relativamente diffusa ancora oggi nel nostro paese. Beninteso, la condivide solo una minoranza della popolazione, ma essa è piuttosto consistente e pari a più del 14% della popolazione adulta, vale a dire da circa un italiano su sette, svariati milioni di individui. Essa è presente in particolare tra le persone con basso titolo di studio e che svolgono lavori manuali come gli operai: tra questi ultimi la convinzione della necessità di espellere gli ebrei dall’Italia coinvolge un intervistato su quattro.
Come si è detto, questi dati offrono una visione parziale e probabilmente imprecisa degli atteggiamenti antisemiti. È tuttavia preoccupante rilevare che questi coinvolgono una parte significativa degli italiani, che può essere stimata nell’insieme tra il 15 e il 20%: non pochi. Naturalmente, non tutti costoro, anzi sicuramente solo una piccola minoranza di questi ultimi, mette poi in pratica concretamente comportamenti antisemiti: resta il fatto che l’atteggiamento di ostilità verso gli ebrei qui rilevato provoca una vera e propria frattura nel nostro paese, che non può essere sottaciuta o sottovalutata.
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